Piero Simoni

home    critica    poesia     racconti    arte    link     note lettura   antologie

Poesia postale                                                                   


piero@pierosimoni.it
Piero Simoni - Via del bosco, 2 - 57126 Livorno - Italia
Tel. 0586 814409


(In corso di allestimento)

 

 

"Bocca chiusa" (1983)
 

DOC(K)S n. 60, Hiver 83/84
ISSN 0396/3004

 

 

 


 

Dalla presentazione di Piero Simoni all'antologia "Poeti Marginali Postali" del 24 /2/ 1980
 

dalla presentazione all'antologia "Poeti Marginali Postali" di piero simoni

"...scopo dell'iniziativa è quello di rilanciare la parola per troppo tempo soccombente nei confronti dell'immagine, e di creare un circuito alternativo di poesia che si diffonda attraverso il mezzo postale."
Come militante dell'arte postale non mi è stato difficile spostare il discorso sulla poesia (da anni questa disciplina m'interessa), anche per aver constatato che nell'arte postale la poesia non era sufficientemente rappresentata. La poesia pura, la poesia delle parole, oggi m'interessa prevalentemente, non intendendola comunque l'avvenire della poesia, l'unica poesia, ho infatti il massimo rispetto della poesia visiva, sonora, gestuale, ecc... che ho praticato e ancora pratico.
Pur non essendo l'arte postale affermata in modo adeguato in Italia, bisogna dire che un certo movimento di idee lo ha creato.
Ecco, io credo che sia possibile (parlo soprattutto per i non mail artisti) applicare questa dinamica di comunicazione alla poesia. Ogni autore avrà infatti fin da ora la possibilità di mettersi in contatto con coloro i quali avrà piacere di realizzare la comunicazione.
Molto della riuscita di questo movimento dipenderà dalla volontà con cui ciascuno lo stimolerà e lo utilizzerà.
Gli aspetti positivi dell'arte postale naturalmente valgono per la poesia postale: l'elusione del mecenatismo editoriale, del critico, la possibilità di parlare, la velocità della comunicazione, la capacità di scavalcare città, regioni, nazioni.
L'interlocutore è un amico, uno a cui interessano le stesse operazioni, che spazia nella medesima area culturale come autore e lettore.
La poesia postale è aperta a tutti (potenzialmente ciascuno è poeta), quindi è in espansione, offrendo uno scambio e una possibilità di intervento molteplici.
C'è da dire ancora: che con il mezzo postale si rilancia un sistema di comunicazione più intimo, più riflessivo, oggi meno usato per l'avvento di nuove e più diffuse vie divulgative; che per le ragioni dette lo spazio postale si differenzia dagli ambienti scolastici, teatrali e galleristici in cui la poesia viene normalmente insegnata e celebrata; che esso ripropone l'autore come autore e non come funzionario poetico al servizio di una certa clientela; che l'idea del successo e da abbandonare, non è infatti la popolarità che si offre, piuttosto un'umiltà, una consapevolezza della propria fragilità, un lavorare in solitudine che garantiscono l'immunità e la vitalità del proprio pensiero (non restando il discorso in questi termini ne verrebbe svilito il concetto alternativo che invece si tenta di rilanciare).
C'è da dire ancora di più, ma io credo di non dovermi dilungare ancora sperando di non aver confuso nessuno e di non aver deluso chi si attendeva di più.

Livorno, 24 febbraio 1980

ciclo proprio / borgo cappuccini, 311   57100 Livorno


 


Poesia del marzo 1980, dalla "poesia postale"

 

 


 

Frammento in ciclostile della copertina di POESIA POSTALE agosto 1981

 

 


 

AL PAESE

 

 

 

"AL  PAESE" di Piero Simoni

stampato nel mese di gennaio 1980 con ciclo proprio

 

 

da una lettera di Claudio Asciuti a Piero Simoni del 25 novembre 1980

 

..l'una strutturalmente ermetica, post ermetica, niebiana, soffusa di colori pastello, di algolagnie bipolari, di melò tardivo, di sospiri e singhiozzi, a sfondo personale, intimistica, con sovrabbondanza di aggettivazione e nominazione ' lirica ' (sole - amore - cuore - fiore - solo - volo - universo - infinito etcc.), mentre ne esiste una seconda, fondamentalmente ' progressiva ', modulata sui tempi e sui temi moderni, con scarti e sconnessioni, mascherata da poesia sperimentale, ritmata sui vuoti di oggi, piuttosto schizoide, debitrice in egual misura ai beat e a Sanguineti.

 Queste due funzioni poetiche, oltre che disturbarci, non fanno altro che riaffermare, in altre sedi, la inutilità del discorso poetico così come viene fatto, utilizzando questi stilemi e questo modo di esercizio. Ben vengano quindi i tentativi di creare della poesia che si distacchi dai consunti stereotipi attraverso il quale la produzione poetica si esplica, nella sua quasi totalità, attraverso miliardi di pagine di carta stampata che si ribaltano addosso (e qui sta il bello)non a tanti dello stesso materiale sparsi, ma a pochi che finiscono con l'essere i naturali destinatari di questa cartacea invasione privilegiando sé stessi come oggetto di discorso e ordinando il 'silenzio del testo di tutti coloro che, vuoi per un motivo o per l'altro, ne rimangono esclusi.

 Lo stesso discorso è valido per le tue poesie. L'interessante, nel parlare delle poesie di qualcuno, è dato soprattutto dal fatto di non conoscerlo se non attraverso ciò che scrive: in questo spazio bianco      ' esistenziale ' (raffigurato forse, ma dico forse, dallo spazio bianco della pagina che, nel tuo caso pochissimo riempita dall'invadenza della parola, ti nomina come protagonista spettatore anziché attore della cosa) la possibilità di riempire i tasselli del ' vivere ' con l'estrapolazione dal detto.

 Credo esistano due particolarità interessanti del tuo lavoro: una di ' verifica ' e una di ' memoria '. la prima è esplicata attraverso questa ricerca, di tipo impressionistico, dei materiali che compongono il    ' 'paese ' (nel senso di componenti ' fisici ' resi tali dalla percezione); paese che, vedrei, correggimi se sbaglio, come una forma di tipo archetipico. Il secondo momento è un momento di recupero del ' paese ' come contrapposizione al quotidiano che pende sopra, instancabilmente, alle funzioni vitali. Da questa contrapposizione tra due mondi (l'uno descritto mirabilmente attraverso l'uso, minimale e ritmato, di parole frase, l'altro suggerito dalla quasi - negatività ' percepita ' dalla sua struttura) nasce la frattura, e dentro la frattura la poesia. In questo senso (ma solo in questo, ne parlo poiché un conto è leggere un libro intero  di poesie, un altro leggere frammenti sparsi di poesia, solo per ' estensione ')è possibile rivalutare la parola immagine, perché liberata dai vincoli dell'equivoco poetico che molti poeti (e non solo i ' marginali ' !) si portano addosso.

 Bene, parlando parlando, trascinato dalla mia prolissità è venuta l'ora che io alzi i tacchi, e piuttosto velocemente. Ti darò rapidissime notizie sugli indirizzi che mi hai chiesto...

 

 


 

trimestrale d'arte e cultura alternativa
marzo 1984 - anno IV
DIREZIONE: Enzo Mancini - Franco Rea (dir. Resp.)

 

Contributo di Piero Simoni al numero 12/13 di SORBO ROSSO 1984

 


 

ARCHIVIO OPHEN VIRTUAL ART Documentazione Arte Moderna e Contemporanea

 


 

Anno VI - N. 25 - Periodico trimestrale
Genn./Febbr./Marzo 1980

 

 

 

Intervento di Bruno Sullo nel numero 25 di "livornosanitaria" su la presenza artistica di Piero Simoni nella Mail Art, con significativo accenno finale alla "Poesia postale"

 

 

 

Buona navigazione !

inizio pagina

 

 

 

 

 

 

Segnala questo sito ad un amico
Introduci la E-mail del destinatario:

 

Copyright jkw.it -2006
Ultimo aggiornamento : 09 giugno 2014

Contatti e-mail :  
      webmaster