Piero Simoni

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Antologie   

Testi con pubblicazioni di mie poesie scaturite da selezioni o concorsi.   

 

Pubblicazioni

Enciclopedia degli autori dell'anno 2000
Alla volta di Leucade - blog
Ugo Foscolo - Le pagine del Poeta 2012
Edizioni del Calatino - blog
Il suono del silenzio 2011
Le Pagine del Poeta 2012 - Pier Paolo Pasolini
In linea con la Poesia
Poeti e Novellieri Contemporanei 2011
Alle radici dell'essere - A.L.I.A.S. 2011
Arbor Poetica
Ottavio Nipoti - Ferrera Erbognone 2010
Città di Monza 2010
Poesie del Nuovo Millennio vol. 8
Tra un fiore colto e l'altro donato vol.VIII
Dedicato a... Poesie per ricordare vol. 9
ToscanaInsieme
Incerti SOS (bottiglie di naufraghi)
Antologia Aperta 4
Fili di parole IV ed.
Il suono del silenzio 2010

Habere Artem vol.XIII
Le Pagine del Poeta 2011 - Giovanni Pascoli

Verrà il mattino e avrà un tuo verso vol.8
I luoghi della memoria - A.L.I.A.S. 2010

Antologia III Piero Cervetti
Città di Pontinia XIV ed.
Gaetano Viggiani VII ed.
Antologia aperta 3
La fanciullezza vedo sorridere e danzare

Luoghi di parole 3
Antologia Aperta 2
Le Pagine del POETA 2010 - Mario Luzi
Tra un fiore colto e l'altro donato vol. VII
Il Federiciano - libro blu -
Poesie del nuovo millennio vol. 7
Dedicato a... Poesie per ricordare vol. 8
Poeti e Novellieri Contemporanei 2009
Habere Artem  vol. XII
Enciclopedia poeti contemporanei italiani
Il suono del silenzio 2009
Verrà il mattino e avrà un tuo verso vol. 7
Parola e vita
Parole in fuga  vol. V
Tra un fiore colto e l'altro donato vol. VI
Dedicato a... Poesie per ricordare vol. 7
Poeti e Novellieri Contemporanei    - ed. 2008 -
Adige Panorama n. 28, giugno 1977
Adige Panorama n. 27, marzo 1977



 

 

In continuo aggiornamento

                                                             

 

 

piero@pierosimoni.it
Piero Simoni - Via del bosco, 2 - 57126 Livorno - Italia
Tel. 0586 814409

 


Enciclopedia degli autori di poesia dell'anno 2000

 



CFR Edizioni -Fuoricollana n. 7
ISBN: 9 788897 224549
Via Amonini 9 - 23020 Piateda (SO)
info@edizionicfr.it

 

 

l'amore

nel giorno di lavoro
sulla panchina vuota del parco
si posano le foglie dei tigli
color dell'oro d'autunno
quasi ad occupare il posto
nel silenzio dei viali
e del tempo che fa avvicinamento
ai più nascosti pensieri
portandomi ora che sono pendolante
fuori dalla combutta industriale
e dalla consulta sociale
la tua voce di allora madre
all'orecchio come un sussurro
al bacio sulla guancia
al cuore ora capisco
per tutto il tempo mio avvenire

si posano le foglie dei tigli
color dell'oro d'autunno
nel silenzio del tempo
nel cielo che par voglia inumidire
ora non sono più solo
ma gli indugi posso accantonare
l'amore che mi hai dato
è per gli anni della mia terrena consistenza
anche senza la tua corporea presenza
un bene grande come il firmamento
che la tua stessa vita mi hai infine donato
duraturo nel mondo futuro
dove in naturale progressione
correrò incontro alla tua visione

20 ottobre 2011



vita nuova

alzo lo sguardo al cielo del parco
ai primi passi del giorno
mentre gli alberi mi vengono incontro
cerco nella luce che fra i rami si insinua
dà corpo e sostanza ad ogni cosa
colora l'intorno di vita nuova
anche le case e l'asfalto sempre più rumoroso
la gente in mille risvolti impegnata
cerco l'energia che mi occorre
dall'alto può vestirmi
ora che gli anni sono a grappoli
e più duro il cammino

alzo lo sguardo al cielo del parco
ai primi pensieri del giorno
avvolgo in un abbraccio
gli alberi giuntimi incontro
festosi e giocosi
di una estate che si consuma
calore che mi sostiene
ora che gli anni sono inciampo
e più incerto il cammino

luce che all'alba si irradia
per mistero e incanto donato
dà corpo sostanza ad ogni cosa
colora la mia anima di vita ancora

28 agosto 2011

 

l'abbraccio

mi muovo fra le ombre
della campagna limitrofa
nel tardo pomeriggio di settembre
fra le tamerici spumeggianti
l'alloro che l'aria indora
e il pino in commistione di suoni
con il fico più in là nell'orto
alle luci che sono andate consumando
al tempo rallentato che vo recuperando
quiete della natura che l'animo sfiora

mi muovo fra le ombre
sicuro come da bimbo
quando la scoperta era la campagna
agli odori della cascina risonante
i bovi le galline i conigli
ai campi in coltivazioni composte
alle luci che si andavano affermando
al tempo rallentato allora costante
con mia madre che c'era
ed ora per magia incanto
in un istante rivedo
e l'abbraccio lenisce il pianto

16 settembre 2011

 

 

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Alla volta di Leucade - blog

pubblicate il 14 giugno 2012 su

http://nazariopardini.blogspot.it/2012/06/tre-poesie-di-piero-simoni.html

 

il cielo celeste

il cielo celeste di meraviglia colora il mare
nel gennaio di questo giorno dopo lunghe piogge
colora le colline e perfino le case condominiali del viale
unisce in alto la mia presenza al paese lontano
fa di ogni verde che conosco il mio intorno
anche i miei pensieri sotto i pochi capelli canuti
si fanno più tenui alla speranza che insorge
di una primavera lontana nella mente ridondante
nei tuoi occhi di bimbo il percorso tracciato

il cielo celeste di meraviglia colora anche il posto
dove sei sepolta madre facendo i tuoi capelli color turchese
il volto illuminato di comprensione segnato
per chi è rimasto a dibattersi su cose grandi che non si sanno
nel tuo sguardo è il calore l'abbraccio materno
il cruccio di non prestar l'opera nell'umana presenza
ma dall'aldilà infinito amore il sostegno

il cielo celeste di meraviglia colora tutta la terra
facendo del globo nell'universo una stella
variopinta e roteante come a una giostra con tutti  a una festa
senza assurdi ribollimenti che guastano i sogni i momenti
né nubi atomiche che incrinano il firmamento
eguale coinvolgimento di ciascuno alla primavera che insorge
nei tuoi occhi di bimbo il percorso tracciato 
infinito d'amore il sostegno

14 gennaio 2010

 


tranvai

i tigli muti e spogli nel cielo grigio di febbraio
nell'aria più fredda al mio passo sommesso
compagni di pensieri in rivolta
ora orientati alla fine della corsa del tranvai
saper di ogni stazione passata la bellezza
dei giorni spensierati in gioventù d'amore
il sole compagno ogni giorno
voler tornare indietro
riprendersi ciò che pareva non fosse niente
non gli impegni serrati che han riempito i momenti
risolto nella tasca gli adempimenti
imbottito di niente ogni angolo della  mente
lasciando vuoto l'essere nascosto

saper di ogni stazione passata la bellezza
voler riprendersi il calore del sole
l'umanità con la natura nel suo splendore
disegno mirabile che nel firmamento ci fa roteare
in compimento all'armonia dell'universo
la segretezza della vita
pur nell'attimo che cogli già fuggita
riprendersi ciò che era la speranza
i tigli muti e spogli in abbraccio
nel cielo grigio di febbraio
nell'aria fredda al mio passo sommesso
compagni di pensieri in rivolta

12 febbraio 2010

 


cristalli

cristalli sui rami spogli dei tigli
le gocce di pioggia moltiplicantesi
al febbraio mite di questi giorni
nel parco pubblico silente
isola nel centro convulso urbano
i miei occhi di bimbo
quando ti hanno ritrovato madre
per un unico abbraccio nel parlatorio comune
dopo lo strappo della civile convivenza
il tuo muto pianto
nell'inutile attesa

cristalli i tuoi occhi innamorati
di ragazza in fiore
per me che andavo lontano
per mari altrui solcando
in assurdo pendolamento
il tuo e il mio pianto nascosti
nella lunga attesa
gli occhi tuoi brillanti di figlia
che i giorni e il percorso hanno illuminato
facendomi apparir gigante fra gli umani in tenzone
in armonia con l'universo incluso

cristalli ancora nei tuoi occhi madre
al labile risveglio
dove si sono aperti
per la mia fugace presenza
la mia inutile essenza
prima del tuo sonno eterno
il tuo grido dall'aldilà lacerante
il mio pianto negli anni racchiuso
dolore che sulla terra non ha pari
nell'inutile attesa

13 febbraio 2011

 

 

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Ugo Foscolo - Le pagine del Poeta 2012
 

Le Pagine del POETA - Agenda del 2012
Ugo Foscolo
ISBN: 978-88-97319-13-9
Casa Editrice Pagine - Via Gualtiero Serafino, 8 - 00136 ROMA
tel.06 45468600
poesia@pagine.net
www.pagine.net


Piero Simoni Poeta del mese di Gennaio 

 Le pagine del Poeta  2012 - Ugo Foscolo




 

 *  *  *
mi affaccio alla finestra del retro nel tardo pomeriggio
per cogliere del giorno l'ultimo celeste del cielo
che ha nell'aria i colori di gennaio
il fresco e il combusto di riscaldamenti
i lecci che in fronte sono vicini
accetto anche il gas delle auto che dalla strada si innalzano
il rumore stesso con  le luci artificiali i vapori di fogna
l'umore dei cassonetti della spazzatura
le file alla cassa del supermercato
tutto è vita ed io in acconto la prendo
a quando di sicuro più nulla per me ci sarà

il cielo che velocemente muta scurendosi
diventando buio e portandosi a compimento
lasciando le stelle a far da lume
per la notte che all'età canuta si fa smarrimento
respiro l'aria che della vita ha il suo intrattenimento
e ricavar nelle vene l'ossigeno che manca
il coraggio che serve per andare avanti
consumar un'altra unità di tempo che fa dell'insieme
l'unica nostra presenza

 

 

FINE PUBBLICAZIONE Le Pagine del Poeta 2012 - Foscolo                                                Inizio

 

 


 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

Edizioni del Calatino - blog

pubblicate il 7 febbraio 2012 su
http://edizionidelcalatino.blogspot.com/2012/02/tre-poesie-di-piero-simoni.html
samperieditore@libero.it

 

 

venditore di fumo

poi ti domandi il senso il peso delle parole
che sono il percorso il significato della vita
il predicar l'amore con i versi bacianti
in confronto a chi agli altri ha dato il suo tempo
rinunciando ad ogni privato sentimento
tutti protesi ai più deboli ai piccoli abbandonati
il tuo inchiostro non scalfisce
la sola parola si sfoglia
si ritira in un canto a recitar la sua inconcludenza
non ha la forza di chi all'ideale ha offerto tutto il corpo

i tuoi occhi luminosi di bimbo nel gioco mi guardano
felice in un istante mentre io a stento la mente sgombro
di parole sono fatto che non hanno il tuo bagliore
di inutile materia artigianale in composizione
nel suolo terreno te e non me canuto ha ragione del vero
io sono venditore di fumo che guarda solo in alto
per trovare nel cielo con parole articolate
dallo spiraglio di una nuvola
il segno che al mistero dell'universo ci congiunga
ricerca solitaria e di avara gratificazione
di speranza in timore che non sia vana

15 febbraio 2010

 

in disparte

venne il giorno della festa nuziale
tu eri gioiosa come è di ogni giovane
che in silenzio ha atteso i giorni consumato
radiosa nel lungo vestito bianco
stellare agli occhi miei di padre
e di ciascuno che poteva notare
il giro in macchina nella parte storica
un'automobile bianca d'epoca
gli invitati in numero ridotto e compiti
la cerimonia in un baleno espunta
poi all'uscita il rito del riso gettato
i tuoi occhi luminosi uniti alla luce del sole
nel mattino di fine settembre
di un anno che non potrai dimenticare

ognuno incontro a te e al tuo sposo
per abbracci baci di congratulazioni
gli auguri di ogni bene
io un po' in disparte solo ti guardavo
sapendo che poco la convenzionalità gradivi
nella commozione nessuno in volto vedevi
accettando di ciascuno le parole ripetute
il contatto del bacio sulla guancia
io in disparte non volendo il tuo sogno sfiorare
in silenzio al cuore ti parlavo
la mia vita in segreto ti offrivo
al sole mattutino del giorno di festa

15 aprile 2010

 

segreto

poggi la tua testa ricciuta sul mio petto
per ascoltar le storie piccolo nipote
quasi che il cuoricino al mio più vicino meglio ascolti
favole nell'aereo ti fanno sognare
scoprendo ciò che tu già conosci
sorridono i tuoi occhi di felicità vera
non c'è linea di marcamento al tuo abbandono
giocoso e festoso di un sol tocco dell'invisibile segno

io canuto non ho da reclinare
la testa di capelli sgombra al petto della madre
non ho favole incantatrici
che voce familiare racconti
guardo all'orizzonte del mare
e oltre le colline della campagna
nel cielo il tocco dell'invisibile segno
nell'universo il mistero che ci  lega
facendoci con l'eterno conchiusi
guardo la luce fra le foglie incastonate
e nei tuoi occhi alla vita felicitanti
là dove nel profondo sta il segreto

16 luglio 2010

 

 

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Il suono del silenzio 2011

TA.TI Edizioni - novembre 2011
www.tetiedizioni.it

tatiedizioni@yahoo.it

Via Silvio Pellico, 32 - 22070 Limido Comasco (CO)

 


il cielo

 

era al mattino

lo sguardo fugace al cielo

magari plumbeo scuro dell'inverno

al mattino presto per il lavoro industriale

attimo fugace di vera armonia

poi presi nell'ingranaggio dei nastri

che i solidi trasportavano

le ore in impegni conseguenti

per una corsa quotidiana

anche la città a far da giostra

perso di vista così il cielo

con il giorno che si andava consumando

come tutti gli altri

 

era al mattino

la perdita dei colori intorno

della stagione che si andava formando

la voce amica della natura

che ci fa in giusto equilibrio

con il suolo terrestre e i suoi astri volteggiando

in comunione di pensieri con i nostri avi

la madre nell'aereo già inoltratasi

il cielo che ci apre all'universo tutto

invito di pace al silenzio che non tace

mistero del creato

della vita nostra

all'infinito richiamata

 

 

 

 

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Le Pagine del Poeta 2012 - Pier Paolo Pasolini
 

Le Pagine del POETA - Agenda del 2012
Pier Paolo Pasolini
ISBN: 978-88-97319-15-3
Casa Editrice Pagine - Via Gualtiero Serafino, 8 - 00136 ROMA
tel.06 45468600
poesia@pagine.net
www.pagine.net

 



luce infinita

dalla finestra alta la sera
guardo il mondo
che si muove che corre
le luci allontanandosi
i caseggiati multipli
il cielo nuvoloso nel buio

a tarda ora
come un teatro che si chiude
gli attori vanno via
con le loro storie
nel chiuso delle mura
amori gioie
dolore e pianto
la vita che in terra si consuma
comunità in discordanza
la disuguale appartenenza
in luoghi di pace e turbolenza
ma l'universo
cui siamo legati
ci fa tutti uguali
e proietta sulle nostre teste
il mistero
di una luce infinita

 

 

FINE PUBBLICAZIONE Le Pagine del Poeta 2012                                                           Inizio

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

In linea con la Poesia
 

Pagine - dicembre 2011 - ISBN: 978-88-97319-17-7
info@pagine.net
www.pagine.net
via Gualtiero Serafino,8 - 00136 Roma
tel.06/45468600 - fax 06/39738771


magia

la giostra dei piccoli
i volti che intorno si perdono
nei colori striati
la musica ridondante
magia dei loro occhi
la giostra dei grandi
nel centro urbano roteante
nelle auto inscatolati
per i centri commerciali
ad ogni sportello di commissione
ai colori striati
gente che intorno si perde

camminando al parco
fra gli alberi di tutti
in linea e roteando
nei verdi striati
la luce di ogni ora filtrando
l'umore della pioggia
ai colori delle stagioni
gente che intorno si perde
regno della natura
nel silenzio placa
al cielo innalza
magia di occhi secolari

 

il cammino

nel viale di una villa in disuso
adibito a pubblico giardino
poco frequentato dai visitatori
al centro della città affaccendata
i platani superstiti
hanno disegnato nell'aereo la trama
facendo scorgere nell'inverno
i colori e gli umori del cielo
nelle notti più miti
del firmamento le stelle

negli anni di una vita in disuso
adibita a pubblica visione
poco frequentata dai lettori
fra pensieri silenti
i momenti superstiti
hanno disegnato il cammino
facendo scorgere nel tempo
i colori e gli umori del cielo
nelle notti più buie
del firmamento i tuoi occhi

 

guardavo

guardavo ragazzo
certe strade della città
angoli di caseggiati del tempo
in tinta architettonica
rimanendone piacevolmente colpito
parendomi lungo il tempo a venire
l'accoglienza del mondo in favore
ho guardato poi adulto
le cose dell'industria
sembrandomi logiche strutture
essenza di funzionalità
ma anche fredde e mortificanti
l'intimo percorso dell'anima
ho scorto gli alberi
e il segno collinare
rimanendo della natura incantato
avvolto nel suo abbraccio
stretto dall'amore in dono
infine in età matura
ho alzato lo sguardo al cielo
e più in alto all'universo
di stelle vaganti
con noi di ogni epoca galleggianti
in armonia fino all'infinito

lo stesso universo nei tuoi occhi
di ragazza innamorata
già al tempo della scuola
nella madre per la guida sicura
da un mondo in assenza
la mano tesa
nella figlia e il piccolo nipote
d'innocenza accomunati

 

volteggiando

le nuvole si muovono in cielo
sospinte dal vento
nella sera plumbea di un febbraio
con la luna piena giocando
nell'oscurità pitturando
in alto maestosa visione
poi di essa nascosta percezione
richiamo di ascensione
chi dai vetri chiusi condominiali
in canuta presenza sta mirando
alla fine di un giorno
all'inizio di un sogno
la natura aerea in mirabile veste
luce sulla terra volteggiando

in basso sull'asfalto
lumi rossi e bianchi a coppia
vanno in circuito rincorrendosi
pochi passanti nell'ora ormai tarda
fra condomini dell'agglomerato
ciascuno in percorrenza
per affermar la propria presenza
nessuno par abbia tempo
per la maestosa visione
le nuvole in cielo
con la luna piena giocando
intorno al globo
all'umanità intera
volteggiando

 

 

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Poeti e Novellieri Contemporanei 2011

  Golden Press - novembre 2011
www.goldenpress.it
info@goldenpress.it

Via Polleri 3 - 16125 Genova

 

Pensiero critico di Alessandro Mancuso

I versi dal respiro ampio e suadente, le riflessioni ora esplicite ed ora suggerite, gli accenni a situazioni narrative cosparse in lampi intermittenti che disegnano una o più storie e collegano tra loro i fili del pensiero, teso alla conquista di un mistero del tempo, delle stagioni, del fluire della vita da cogliere o anche soltanto osservare, con lo stupore cantato in parole scelte con cura, con una musica dentro che pare accompagnare chi legge; è la cifra poetica di Piero Simoni, o meglio, ciò che maggiormente colpisce il lettore della sua opera, il quale si trova da subito avvolto in un'atmosfera precisa - sublime quella iniziale della "posta centrale", emergenza del ricordo che vale una basilica, un monumento pagano che approda alla sacralità grazie all'immagine-memoria della madre - semplice ma affascinante punto di partenza, trampolino di lancio per il pensiero, per la rimembranza, per il sogno.

 

all'ufficio postale centrale per sbrigare faccende

all'ufficio postale centrale per sbrigare faccende
quello in cui mi portavi quando ero piccolo
a spedire te messaggi alla casa lontana
rimasto un po' come era marmoreo e incolonnato
la stessa panca e gli scrittoi all'aria di antico
non vi è più il grande tavolo a vetro
non ci sei più tu madre da tempo andata
né io son quello che con le penne a pennino e i fogli telegrafi
faceva nell'attesa esercizio di scrittura
son altro fra gente nuova ora
atmosfera diversa in un mondo a quello lontano
certifico con l'attuale presenza la mia infantile partenza
non v'è negli anni trascorsi lo slancio all'avvenire
il filo che lega alle stelle del firmamento
il mio solitario aquilone
è gioia terrena è consumo del nostro inganno
fragile movimento in tempo che tutto brucia
manca al suolo la sicura aderenza

dovresti te che dall'aldilà tutto vedi
dirmi se davvero qualcosa ci fa migliori
al nostro incedere quotidiano articolato
guidar dal mistero il figlio alla luce che consola
sfiorar come allora le mie ciglia
indorar di baci le mie guance
orientar carezzando la chioma svanita
dentro il petto il pianto muto
dovresti madre cogliere il mio lamento
e del cielo infinito dirmi che è vero
di là dal silenzio che si sente ritrovare in una unica comunione
le anime fra loro gemelle nella meraviglia dell'universo
cellula che torna ai primordi della sua esistenza
armonia segreta donde era venuta
il filo che in alto sorvola e alle stelle del firmamento lega

 

le nuvole giganti che guardi nipote

le nuvole giganti che guardi nipote
cariche di mille un milione di secchi di pioggia
innalzano l'acqua a Pienza fino a quarantatre metri
per la gioia di bimbi che con le ciambelle giocano
tuffandosi dal campanile più alto
anche gli adulti con loro al principio fanno festa
poi al tramonto volendo mangiare e dormire
non sapendo come fare si disperano
solo un bimbo per magia
allungato con la maglietta arancione
i capelli lunghi e il tuo nome
è capace di liberare i paesani dall'alluvione
mandando l'acqua in giusta dose a Cantù
che per le terre intorno ne avevano bisogno

gioco verbale fino all'ennesimo ripetuto
nei nostri viaggi al paese della macchina prigionieri
io il nonno novelliere tu il piccolo
di fantasia e pazienza illimitata ad ascoltare

le nuvole maestosamente disegnate
nel cielo infinito e nella mia solitudine canuta
liberano uno squarcio di luce la sera
per chi come me lo sguardo in alto pone
in prestito la maglietta arancione
i capelli lunghi e il tuo nome
a cercar nel pertugio del filo la continuità
per far volare in alto il mio aquilone
e rendere il ritorno un gioioso momento
agli astri dell'universo confuso
in armonia con l'infinito di promessa conchiuso

 

l'ombra di ogni ora

l'ombra di ogni ora
disegna sui viali e sui prati
figure ogni volta mutevoli
più grandi più piccole
in silenzi infiniti
mosse qua e là dalle foglie tracciate
al vento in corsa chiamate
disegna sulle strade asfaltate
fra immobili condomini
con le auto in sosta
la gente ignara correndo
anche la mia ombra sbeffeggiando
facendomi lungo disteso al suolo
o scanalato sugli scalini
sul tronco degli alberi stampato
tondo poi come una palla
e a sparire cancellando
disegna come fanno i piccoli
prendendo a prestito tutta la storia del mondo
per gioco e per atroce inganno
segnando ogni volta il nostro incedere bislacco
scomponendo e arrotolando
via ogni volta portando
per chi non ha tempo e senno
della meraviglia dell'universo
qui da noi già presente

 

al profumo d'alloro

al profumo d'alloro
si svegliano gli alberi del parco
uno ad uno aprendo i rami
guardandosi intorno
i lecci e i tigli
i platani l'ippocastano le querce
al sole di fine settembre
che già ha il timbro dell'autunno
sfiorano i raggi ogni tronco
la chioma fluente colorando
accendendo di lume
le foglie qua e là nascoste
sui prati il disegno delle ombre
alla guazza che l'erba invigorisce
brillando
un silenzio d'oro
che par baciar il mondo intero

al profumo del giorno
ti svegli al mattino
aprendo le braccia
guardandoti intorno
l'amore di una vira accanto
al sole di fine settembre
che già ha il timbro dell'autunno
sfiorano i raggi ogni chioma
illuminando del giorno i pensieri
i colori intorno distinti
al fresco del mattino
un silenzio ancora prima del rombo
una luce che pare baciar il  mondo intero
te che ogni dì apri gli occhi
e scopri di meraviglia qui in terra
le gioie del firmamento

 

si fermano gli oggetti al paese

si fermano gli oggetti al paese
là dove li abbiamo lasciati
gli orologi dopo un vano ticchettio
nel silenzio delle ore dei giorni
in attesa del nostro ritorno
periodica sosta nella stagione buona
ogni volta tutto poi riprende
con noi che par rimettere in piedi una orchestra
di suoni di colori di odori
in lieta partecipazione al fluire delle ore
qui in luogo quieto
di evasione all'ingorgo perpetrato
qui in silenzio
a scandire il tempo che fa pensamento
in un mondo terreno e in un altro
il ritrovamento
altri gli stessi oggetti muoveranno
altri daranno vita al teatro del nostro passaggio
in nuove armonie di suoni
nel tempo che segue
nella stessa meraviglia di vallata
eguale verde al cielo con nuvole confuso
beltà di sogno che l'anima fiorisce
noi animiamo gli oggetti
fermi là dove li abbiamo lasciati
l'umore dell'aria dalle finestre i muri intorno
le vie brevi e strette dei nostri incontri
alla luce del sole che tutto risplende
teatro del nostro familiare passaggio

 

 

FINE PUBBLICAZIONE  Poeti e Novellieri Contemporanei                                                  Inizio

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

Alle radici dell'essere - A.L.I.A.S. 2011

"cristalli"  -  Menzione d'onore al concorso internazionale A.L.I.A.S. 2011

A.L.I.A.S. EDITRICE - ottobre 2011 - ISBN 978-0-9803044-5-9
a cura di Giovanna Li Volti Guzzardi
giovanna@alias.org.au
www.alias.org.au 
29 Ridley Avenue - Avondale Heights 3034
Melbourne - Victoria - Australia
 

cristalli

cristalli sui rami spogli dei tigli
le gocce di pioggia moltiplicantesi
al febbraio mite di questi giorni
nel parco pubblico silente
isola nel centro convulso urbano
i miei occhi di bimbo
quando ti hanno ritrovato madre
per un unico abbraccio nel parlatorio comune
dopo lo strappo della civile convivenza
il tuo muto pianto
nell'inutile attesa

cristalli i tuoi occhi innamorati
di ragazza in fiore
per me che andavo lontano
per mari altrui solcando
in assurdo pendolamento
il tuo e il mio pianto nascosti
nella lunga attesa
gli occhi tuoi brillanti di figlia
che i giorni e il percorso hanno illuminato
facendomi apparir gigante fra gli umani in tenzone
in armonia con l'universo incluso

cristalli ancora nei tuoi occhi madre
al labile risveglio
dove si sono aperti
per la mia fugace presenza
la mia inutile essenza
prima del tuo sonno eterno
il tuo grido dall'aldilà lacerante
il mio pianto negli anni racchiuso
dolore che sulla terra non ha pari
nell'inutile attesa

 

 

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Arbor Poetica

LietoColle - novembre 2011 - ISBN 978-88-7848-675-1
di Michelangelo Camelliti
via Principale 9 - 22020 Faloppio (Co)
tel.e fax 031 986292 - www.lietocolle.com


tranvai

i tigli muti e spogli nel cielo grigio di febbraio
nell'aria più fredda al mio passo sommesso
compagni di pensieri in rivolta
ora orientati alla fine della corsa del tranvai
saper di ogni stazione passata la bellezza
dei giorni spensierati in gioventù d'amore
il sole compagno ogni giorno
voler tornare indietro
riprendersi ciò che pareva non fosse niente
non gli impegni serrati che han riempito i momenti
risolto nella tasca gli adempimenti
imbottito di niente ogni angolo della  mente
lasciando vuoto l'essere nascosto

saper di ogni stazione passata la bellezza
voler riprendersi il calore del sole
l'umanità con la natura nel suo splendore
disegno mirabile che nel firmamento ci fa roteare
in compimento all'armonia dell'universo
la segretezza della vita
pur nell'attimo che cogli già fuggita
riprendersi ciò che era la speranza
i tigli muti e spogli in abbraccio
nel cielo grigio di febbraio
nell'aria fredda al mio passo sommesso
compagni di pensieri in rivolta

 

 

FINE PUBBLICAZIONE  Arbor Poetica                                                                      Inizio

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

Ottavio Nipoti - Ferrera Erbognone 2010
 

Montedit - settembre 2011 - ISBN 978-88-6587-1133
Collana Le Schegge d'oro
info@montedit.it
www.montedit.it
piazza Codeleoncini, 12 - Melegnano (Mi)
02 98233100 - 9835214

luce nuova

non è molto diverso il mondo da come l'hai lasciato
quando l'accelerazione delle cose pareva non far pensare
neanche guardarci intorno e negli occhi tuoi i miei
ora sono anni  madre che sei al sonno che non smuove
in alterne vicende gli uomini scontentano i più
i deboli quelli destinati a maggior penitenza
le vicende nostre familiari non mutano il loro corso
io ho gli anni del distacco dal lavoro industriale
manchevole sempre la forza di fissare un istante
costringere il tempo a lasciare fissi i giorni di ornamento
eppur vagolando con i miei passi mattutini
al cielo sommesso di un giorno di questo aprile
una luce nuova di foglie leggere in alto
invade i piccoli viali e le aiuole del parco racchiusi
con la città chiassosa che straniata corre
luce che scende e sfiora colorando
di pace nel cuore di chi sta mirando
è la veste nuova dei tigli che stanno cinguettando
l'amore della natura che sta abbracciando
mistero della vita che consola
forza per i nostri giorni rilanciando
di questo madre oggi ti volevo dire
con la mano che dall'aldilà ci teniamo
di una luce nuova di foglie leggere in alto

 

 

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Città di Monza 2010
 

 

Montedit - giugno 2011 - ISBN 978-88-6587-1010
collana Le Schegge d'oro
info@montedit.it
www.montedit.it
piazza Codeleoncini, 12 - Melegnano (Mi)
02 98233100 - 9835214


la vita era altrove

i mercantili numerosi ogni giorno alla rada
in attesa del molo per il movimento delle merci
disegnati all'orizzonte al cielo di ogni colore
quanto ho anelato alla vita di terra
quando giovane ero nella cuccetta e nella sala macchine
quanto le assurde ore consumate al neon
all'odore oleoso di nafta della sentina
incombusto dei gas del motore principale e dell'elettrogeno
la luce del sole repressa la libertà compromessa
l'amore lontano il tempo in divenire oscurato
in giro per mari di ogni specie sbattuto
la vita era altrove
la vita alla banchina che dalla rada si vedeva
gente di ogni parte del mondo che aveva dei giorni il dono
momenti che il cuore faceva accesi
in mille anfratti pareva a loro di aver anche malanni

rientrato a terra e mescolatomi definitivamente
preso ad andar ogni giorno allo stabilimento
a rientrar di giorno di notte per i turni di avvicendamento
ho consumato a poco a poco il tempo
mettendo su famiglia e innalzando mura di contenimento
legato a questa e a quella aggregazione
in occasionali coinvolgimenti
canuto per le strade ancora mi sono addentrato
agli obblighi forse ho adempiuto
mi sono guardato intorno
alle cose negli anni raccolte e bruciate
le persone in contatto di avvicinamento
ho visto il mare azzurro che pare uno schianto
le stelle del cielo a me ora più raccolte
l'universo con i suoi pianeti in comunanza di felicità
nel tempo infinito ritrovata dell'umano la beltà
non più soli come individui ma in circolare fratellanza
guardo in alto e il percorso mio svolto
la vita era altrove

 

 

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Poesie del Nuovo Millennio vol. 8
 

Aletti Editore -giugno 2011 - ISBN 978-88-6498-727-9
info@alettieditore.it
www.alettieditore.it
Via Palermo 27, 00012 Villalba di Guidonia (RM)
tel. 0774/354400
 

svelato il mistero

il viale di S. Caterina
in fronte alla distesa della val d'Orcia
ai colori lenti dell'ottobre
del mezzogiorno plumbeo
nella solitudine dell'ora
con me che guardo in alto fra le nuvole
all'azzurro perforante
in cerca di un segno oltre il presente
che già però è nel cielo conchiuso
nel bagliore degli occhi del piccolo
al verde intenso riflesso
svelato il mistero

il viale di S. Caterina
la sera nella solitudine dell'ora
le luci artificiali cadenzate
con me che guardo in alto fra le nuvole
al buio perforante
la luna in gioco di sostanza
in cerca di un segno oltre il presente
in fronte i lumi collinari qua e là raccolti
l'infinito della val d'Orcia
luce che già però è nel cielo conchiusa
nel bagliore stellare del firmamento
la mia anima riflessa
svelato il mistero

 

 

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Tra un fiore colto e l'altro donato vol. VIII

 

Aletti Editore - maggio 2011 - ISBN 978-88-6498-701-9
info@alettieditore.it
www.alettieditore.it
Via Palermo 27, 00012 Villalba di Guidonia (RM)
tel. 0774/354400

ti vestivi con garbo

ti vestivi con garbo quando venivi a trovarmi
tu che eri nel limbo di coloro che giacciono
facevi forza alle tue membra
che invece ti lasciavano andare
sorrideva il tuo viso
negli occhi che tradivano il dolore
una umana malattia ti piegava
una solitudine disperata ti piagava
l'animo dolce che avevi in serbo
ironia della sorte fra tanti comuni mortali
come te dal volgo appiedati

ti vestivi con garbo quando venivi a trovarmi
quasi tornando tra i vivi
al mondo che avevi lasciato e non dimenticato
io che ero preso dal familiare impegno
dal lavoro industriale frastornante
impotente a mutar le sorti del percorso
a illuminar i tuoi occhi scuri profondi
 ti guardavo e ti lasciavo andare
ferito in volo come un aquilone storto
sorridente nella maschera in volto agli altri rivolto
scrutare tra le nuvole le luminose stelle
perché sulla terra veniva a me portata via
la gioia della madre mia
 

 

 

FINE PUBBLICAZIONE  Tra un fiore colto e l'altro donato vol.VIII                                         Inizio

   


 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

Dedicato a... Poesie per ricordare vol. 9

 

Aletti Editore - maggio 2011 - ISBN 978-88-6498-686-9
info@alettieditore.it
www.alettieditore.it
Via Palermo 27, 00012 Villalba di Guidonia (RM)
tel. 0774/354400
 

dedicato a mia moglie

fresco l'odore salmastroso
ai miei anni di bimbo nel mattino d'estate
docile il vento nella luce d'intorno
conchiglie e piccoli pesci
con il mio retino conquistati
poi in libertà tuffati
il mare così aperto e già disegno infinito
il mondo degli umani ancora da venire
nell'acqua in trasparenza
meraviglie del fondo baluginanti
scoperta nel corpo e nell'anima
i miei occhi riflessi

fresco l'odore amoroso
ai miei anni giovane nel mattino d'estate
docile il vento nella luce dei giorni
i piccoli screzi
con il mio iniziale turbamento
alle spalle buttati
l'amore così aperto e già disegno infinito
il mondo degli umani ancora da scoprire
nei tuoi occhi in trasparenza
meraviglie di comune intesa
scoperta nel corpo e nell'anima
i miei occhi riflessi


 

 

FINE PUBBLICAZIONE  Dedicato a... Poesie per ricordare vol. 9                                         Inizio

   


 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

ToscanaInsieme  in questa Antologia sono presenti cinque componimenti con l'unico titolo "mia madre" (poesie 2009-2010)

 

IBISKOS-ULIVIERI - aprile 2011 - ISBN:978-88-7841-661-1
e-mail@ibiskosulivieri.191.it 
www.ibiskosulivieri.it 
via S. Lavagnini, 40, 50053 Empoli (Fi)

 

 

 

Lettura della poesia "la terrazza Mascagni bagnata dalla pioggia" alla presentazione dell'Antologia "ToscanaInsieme" a S. Rossore l'11 settembre 2011

11 settembre 2011 - S. Rossore, sala Gronchi

 


piero simoni

mia madre
(poesie 2009-2010)
 

  * * *
alle visite mensili del collegio su una collina sperduto
venivi con regolarità anche se io del tempo non avevo misura
nel periodo della pasqua mi portavi una campana di cioccolata
la prima più grande poi negli anni sempre più piccola
frequentavo la scuola elementare privata
una campana nella protezione dorata doveva piacerti tanto
misuravo involontariamente con gli occhi la sua dimensione
non sapendo se fosse lei a diminuire o io a crescere
non sapevo dei tuoi dibattimenti dei miseri tuoi alimenti
perchè donna e sola nel dopoguerra di devastazione
lontana dalla sua terra e dai parenti a nascondere la mia presenza
allora mancanza grave di condanna sociale
nel mio isolamento nel buio in cui ero piombato
credevo un affievolirsi del tuo bene madre unico mio sostegno
e intendevo la vita fosse quella di restar soli ogni giorno un po' di più
nel vuoto della mente che andava intorno scoprendosi
con altri sfortunati a far sommessa baldoria nell'ora di ricreazione
incanalati nei corridoi e di immagini cupe inquadrati
lasciavo andare il tempo convinto che fosse regola il nostro turbamento
la luce certo negli occhi spenta il sorriso nel viso smorzato
con gli anni poco ti vedevo quasi non ti riconoscevo
nulla più di te sapevo anche se bimbo solo al gioco pensavo
ma il cuore non taceva e una lunga ferita in sé nascondeva

non sapevo dei tuoi dibattimenti dei miseri tuoi alimenti
di soprusi e violenze subite in tuguri sempre riposta
nella difficoltà comune il castigo della separazione
avresti voluto farmi visita a ogni istante ma non era permesso
avresti voluto portarmi campane sempre più grandi
ma non potevi così eravamo in due a soffrir la solita pena
la mia col timore anche dell'abbandono
la tua di mamma ne sono certo maggiore
per lunghi anni non ho capito facendomi scuro e schivo
fra tanti compagni di nuova avventura
da adulto però tutto il bene che mi volevi ho sentito
nella tua figura dalla sofferenza scolpita
quanto erano vere le tue silenti attese
le tue lacrime a nessuno mostrate ed a me in segreto offerte
la gioia della vita tutta nell'unica creatura riposta
nel mondo intorno di sberleffi per chi difesa non aveva
il tuo bene superiore ad ogni sorte
ed ora dall'aldilà mi sostieni in ogni tentennamento
diradi  le tenebre che in età canuta avanzano
la tua mano dall'altro mondo è guida
al punto che la via della china illumina

 

  * * *
la terrazza Mascagni bagnata dalla pioggia
in un giorno qualunque di maggio
di un tempo senza più anni
vuota di frequentatori nel pavimento a scacchi
specchia un cielo in tinta grigia e d'altri colori
il mare mormora il suo solito abbraccio
allo scoglio dove tu stavi seduta ed io bimbo bagnandomi
si colora più in là dello squarcio di luce che avanza
silente il mio passo con le case distanziate le automobili lontane
nell'acqua purissima che il fondo traspare
non il mio volto dal cappello nascosto vedo
ma il tuo madre sorridente che incontro a me veniva
deviando poi i miei capelli sfiorandomi le sopracciglia
creatura tua e non d'altri ero in gioia mi sentivo

in due siamo rimasti su quella scogliera
tu in assenza ormai da tempo
passata in luogo che non conosco
io con il mio peregrinare di ogni giorno
il nostro posto quasi a stupirmi del tuo mancamento
ora che i miei anni sono quelli che contano
il sorriso smorzando ad ogni festa
e il  mare che mormora il suo solito abbraccio
come fosse una litania
dove è nascosta su quieta terra l'anima mia


  
  * * *
si ricomponeva mia madre all'ospedale ultimo
quando andavo a trovarla all'ora del passo
su una seggiola scomposta nella figura e nei capelli
arrendevole al male che la stava uccidendo
rinunciando a sé e alle vicende dell'agglomerato comune
lo sguardo dalla profondità del buio
riaffiorava in una luce solo per me
io dagli impegni quotidiani preso dal lavoro industriale stordito
banalmente non coglievo il suo strenuo dibattimento

in conflitto con la morte per placar il mio animo
come quando si faceva carico del mio pianto
lasciando solo per me il sorriso di bimbo
si faceva carico poi della rinuncia per l'unica dimora sognata
andando a vivere con coloro che non hanno storia

 

  * * *
ti facevo scudo con i miei quattro anni
dal compagno che per chissà quale ragione ti colpiva
non si può andare contro la madre di un piccolo
lui che tu attendevi per amore
troppo più giovane per essere una cosa vera
ti ha portato nei campi ed ha calpestato il tuo cuore
lasciandoti fra sterpi e fiori rinsecchiti
consumando il tuo tempo come fosse niente
di me che suo non ero incurante

da adulto non sono stato capace di far scudo
alla sorte che troppo presto ti si è fatta avversa
spalancandoti per subdola malattia le porte dell'oblio
la comune marginalità dei senza nome
in refettori camerate sale d'attesa convenzionali
l'inutile memoria a ferir l'animo represso
io preso dagli obblighi concatenamenti
l'industria martellante che i pensieri scoloriva
la città da te lontana in serrato avvolgimento
la famiglia nuova in giusto contenimento
non sono stato capace di far scudo
di restituirti ai prati di periferia la luminosa compagnia
consumando il tuo tempo come fosse niente
anche se ogni giorno con te un po' anch'io moriva
la tua unica esistenza
così preziosa oggi per la mia sopravvivenza
in momenti cadenzati intesa d'incorporea presenza

 

  * * *
il vento di giugno al  mattino
lungo il mio passaggio sul mare
in assenza ancora di qualcuno
delicato e d'odore salmastro
giovanile nei ricordi e in un baleno sospinti
sfiora la mia guancia come un bacio
per me altro dal ragazzo che è stato
l'uomo non rassegnato ora a invecchiare

il vento di giugno al mattino
ha sfiorato la tua guancia quando c'eri madre
facendoti presente ai miei occhi lucente
di forza di vita di amore infinito
con il tuo sguardo al mio incedere scalpitante
non è credibile la tua anima da tempo fuggita
rimane nel mio passo solitario
in triste raccolta degli andati momenti
il soffio comune del vento
che ci fa eguali seppur in alterni loghi dislocati
di intesa con la natura segreta concepita
per l'eternità duratura

 

 

 

FINE PUBBLICAZIONE  ToscanaInsieme                                                                      Inizio


 


 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

Incerti SOS (bottiglie di naufraghi)  in questa antologia sono presenti otto componimenti con l'unico titolo " come presenza" (2009)

 

Edizioni del Calatino  - marzo 2011  -  ISBN  978-88-905159-4-1
samperieditore@libero.it
Via Dante 23,  95040 Castel di Iudica - Catania

piero simoni

come presenza
(2009)

 

I

nel bosco di Porciano
ritrovo con il vento morbido di aprile
odoroso di richiami primaverili
l'architettura dei rami che si intrecciano
nel cielo ancora luminoso
all'ultimo raggio di sole del giorno
i colori delle foglie chiare delle querce
ancora piccole e stellate
il verde scuro e severo dei cipressi
l'edera che sui tronchi si arrampica
in una armonia di colore che sembra sinfonia

l'intreccio delle nostre vite
fatti di incontri duraturi occasionali
di amore e amicizia
di dolorose incomprensioni
nei colori festosi della gioia comune
del rosso sangue sull'asfalto quotidiano
nelle aree in conflitto sociale
alle calamità naturali
e il sorriso dei nostri piccoli

l'intreccio delle nostre vite
nel cielo ancora luminoso



II

fra le ombre dei muri del paese
fra le pietre secolari nelle vie strette
le finestre a vetro ancora socchiuse
i parenti e i conoscenti che sono stati
la gente del presente
i figli e i nipoti che verranno
coloro che ci saranno
di strada in strada come presenza
assenza

passar come del fiume l'acqua
che la sponda terrosa bagna
e di particella liquida
nella massa fluida non lasciar traccia
umana comunità che si  popola
dei giorni festosa arride e sgomenta
lasciando dietro di sé a stento
presenza nell'avvicendamento

tornare all'infinito del tempo
particella certa e umana comunità
nel mistero dell'universo

 

III

nelle case antiche del paese a trascorrere le ore
con intorno il silenzio
consumar la cena con il verde della val d'Orcia
nell'animo raccolto

il silenzio dei muri secolari
tingono le ore di mistero
liberandoti dalle costrizioni del giorno
facendoti creatore di pensieri
degli attimi regalandoti
una presa sicura



IV

non sanno coloro che dell'amore fanno leggerezza
lasciandosi per litigio come fosse niente
con i piccoli strattonati e rilasciati a tempo
dell'immensa cecità dei figli
che sempre annaspano
cercando nella notte più triste
la mano consolatrice sulla guancia

non sanno coloro che dell'amore fanno leggerezza
che il pianto si serra in gola
il sole non ha più lo stesso calore
sempre alla ricerca di una quiete che verrà
lo spettro vuoto dell'amore
lo spento negli occhi del dolore eterno
 


V

percorro le stesse strade ogni volta
quelle secondarie della città che conducono al  mare
ora che sono fuori dalla produzione industriale
ed anche da quella sociale
le percorro per fissare una identità
che faccia me partecipe
come aggrappato ad una tavola della corrente
al flusso del tempo che tutto muta
tutto cancella

il così detto progresso
oggi di esasperazione elettronica
le innovazioni che freneticamente si susseguono
per sostenere il mercato
ora globale
non tengono conto del passo degli uomini
della loro fragilità interiore
l'uomo non vuole essere robot
ma nella natura riconciliarsi
riflettersi
negli occhi limpidi del mare



VI

la chiesa di S. Giulia a fianco del Duomo
nella quale ti fermavi ogni volta che passavi
con le borse madre e me piccolo al seguito
i giorni che stavamo insieme

timorosa e ossequiosa nella penombra sacrale
all'inginocchiatoio a recitare le preghiere
ad invocare una risoluzione
ad accendere una candela per una occasionale grazia

tu che dalla vita avevi solo tormento
ironia del nome di battesimo Fortunata
che dal profondo sud ti avevano assegnato
una vita di soprusi e violenze
a pulire poi nelle case altrui a giornate
in lunghi anni senza per la pensione emolumenti
con pochi averi mantenere un figlio
e nella solitudine della migrazione
dover alla vita sorridere
tu che hai chiuso i tuoi anni
in un ricovero per malattia
quella che cancella il sole dall'umore
e tutte le ore alletta

recitar le preghiere della religione imposte
all'inginocchiatoio nella penombra sacrale
timorosa e ossequiosa


VII

mi facesti vedere un quadretto
che avevi composto per il dopolavoro
tu che i colori avevi scoperto per l'occasione
il piacere di rivelare l'animo

scegliendo il verbo naif
con dei palloncini che si liberavano in cielo
tenui le tinte delicato il tema
incerto timido il segno

nell'officina industriale eri un po' schivo
con un tic nervoso che diceva
del tuo disagio
a lungo sul lavoro in età matura
quasi che esso dovesse colmare tutte le paure
il figlio agli studi universitari
la casa da riscattare
un lavoro iniziale che con l'amianto
poco dopo il pensionamento ti ha spento

scegliendo il verbo naif
tenui le tinte delicato il tema
incerto timido il segno
dei palloncini che si liberavano in cielo


VIII

nell'aprile inoltrato
un grande olmo da giardino
dissemina fiori sull'asfalto
di una via stretta e secondaria della città
coprendo le auto nella notte in sosta

diversa in quella curva l'immagine
ora volta al naturale
addolcita nelle spigolature
schiarita dalla nevicata floreale
il silenzio già di per sé irreale
nei lunghi muri di cinta si fa totale al mattino
il segno nuovo sui rami in alto nasconde i condomini
facendo il passaggio per magia una festa
che in tutto l'anno allo sguardo
dura la fioritura d'aprile soltanto

 

 

FINE PUBBLICAZIONE Incerti SOS (bottiglie di naufraghi)                                                Inizio


 


 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

Antologia Aperta 4 -In questo testo sono presenti otto componimenti del 2009 con l'unico titolo "Quotidiano appuntamento"
 

Edizioni del Calatino  - gennaio 2011  -  ISBN  978-88-905159-2-7
samperieditore@libero.it
Via Dante 23,  95040 Castel di Iudica - Catania

piero simoni

Quotidiano appuntamento
(poesie 2009)


 I
al tempo del mestiere di marittimo
svolto inizialmente con slancio
quello dei giovani che vogliono affermarsi
soprattutto una famiglia formarsi
poi andando avanti con obbligazione
mancanza di alternative
a terra per il riposo
due mesi l'anno
con la pressione della compagnia
che nascondendo i bisogni suoi
per la carriera ti porta via

con gli amici che passavano
pareva la città si fosse trasformata
nelle vie i negozi le case nuove
la gente poco a poco dimenticata
radi legami con il posto
straniero e corpo estraneo
la moglie acquisita e saltuariamente a bordo
pensando al nido senza reale dimora
fino a sentirsi lontani
anche quando l'avventura terminava
non più bene integrati
rimanendo sempre viaggiatori
in luogo provvisorio
correndo là dove è la sopravvivenza
senza innamoramento delle tradizioni
facendo virtù della necessità

solo è il silenzio
altro colore da allora
ora che i giorni sono anni
nel soliloquio interiore
alla periferia dell'agglomerato
fra i campi collinari ho trovato
la quiete e il suo nutrimento
in un'armonia che il volo
porta fino al firmamento

 

 II
con minor tempo mattutino oggi
per il caldo sopraggiunto torrido dell'agosto
torno alla villa Fabbricotti per una rapida visita
ormai irrinunciabile appuntamento quotidiano
che colora di silenzio la mia giornata
fra un viale che vado percorrendo
un cieco con il suo passo bacchettato
si muove solitario
sosta ogni tanto
quasi a cercar nell'aria negli odori l'orientamento
pare di spalle un frequentatore agli altri uguale

in pace lungo il giardino camminando
la quiete che qui si nasconde va prendendo
così traspare dal suo portamento
senza cogliere quel che a noi pare sfuggirci
i colori dei verdi l'un l'altro si confondono
le foglie nel cielo già van mutando
 dei tigli dei platani armonia di rami in firmamento
lo scuro profondo dei lecci
che l'animo va placando
foglie di stagione che una ad una van planando
il suolo dei percorsi si va colorando
i raggi del sole trafiggono di luce
in mille colori fra gli alberi
nel turbinio dei tuoi passi ruotanti
come una giostra e una festa in coro
di bellezza e di beatitudine in volo
meraviglia dell'umana presenza
sublime pittura dell'universo intero
che lui non vede

 

III
andava cercando al mattino presto
quando la città ancora non era vera
come ogni giorno
nei giardini pubblici vicini
fra il silenzio degli alberi
la luce che filtrava
disegnando strette e lunghe scie luminose
il vento assente
le foglie dal sole d'agosto bruciate
variopinte a terra
fra i viali di platani
di tigli e di lecci
il suo camminare
 la voce interiore l'armonia ritrovata

voleva essere albero
rinchiuso la sera nella villa comune
lasciato lì dimentico innocuo
a svegliarsi con loro
al tepore dei raggi che dolcemente
portano al giorno
in gruppo di amici solidali
di colori di stagione vestirsi
di anni lontani argomentare
storie d'amore e individuali
vicende degli uomini scontranti
lasciando attoniti nelle ramificazioni
che passano

 

IV
le foglie piovono dal cielo
alla fine d'agosto nel giardino comunale
bruciate dalla siccità e dal sole
dando l'idea del settembre che verrà
con l'umido della pioggia
tintinnante sui tetti e nella campagna d'oro
la gente di più affolla le strade
sotto gli ombrelli lungo i marciapiedi
frettolosa nei negozi il passaggio dell'auto frusciante
nei ricordi del collegio
l'affluenza dei ragazzi per il nuovo anno scolastico
una comunanza una amicizia da scoprire
nei giochi della ricreazione da rinnovare
la scuola con i suoi momenti e turbamenti
l'odore cartaceo nuovo dei libri e dei quaderni
delle matite colorate dei lapis e delle gomme
ogni anno rinnovavo
da adulto nella piazza antistante l'istituto di lettere
gioventù sparsa e meravigliante
dei colori purezza ancora
dalla routine produttiva consumistica lontana

la scoperta dell'amore giovanile
nelle uscite brevi nei baci
del colore dell'autunno i tuoi capelli
gli occhi color smeraldo
i miei giorni di nascosta bellezza
illuminavano

 

V
le foglie dei tigli sospinte dal vento
il vento docile d'agosto come piovesse
si moltiplicano al suo rinforzo
come fiocchi di neve invernali
nelle alture dove nevica
come coriandoli dei piccoli giocosi
al giardino per la festa di compleanno

spogli sempre più gli alberi
per l'estate arida
i viali nell'aerea magia
di tristezza sembrano dipinti
tutto pare scorrere volare via
con il tempo che dei colori
fa perenne mutazione
trafitti fai raggi di luce
con l'ombra in tenzone
la tua immagine sfumata
altra in altro tempo
il fiore di un sogno vero
sospinto dal vento

 

VI
il vento della notte di fine agosto
ha scomposto le foglie dei tigli nascosti
colorando il suolo di nuovo giallo e rosa antico
il verde chiarissimo che rimane
pare nell'insieme dei prati scomparire
coperti anche i viali nel passaggio dell'uomo cancellato
si dispongono folti al soffio i colori saltellando
in ogni angolo e al piede di ogni albero
i tronchi scuri e allineati
da altro sguardo moltiplicati
lasciano filtrare i raggi del primo mattino
che accendendo nel verde rimasto
disegnano a terra figure di luci e ombre

si spogliano sempre più i rami
mostrandosi con l'autunno che verrà
sempre più nudi al cielo
senza tema del gelido inverno
nella speranza di una primavera che ritorna
nella festa della natura alla vita in coro

anch'io ora spoglio dei vincoli della sopravvivenza
mi presento come in realtà sono
con parole non di circostanza
con abiti diversi della ditta in inquadramento
libero finalmente di correre sul campo
con i piccoli dietro a una palla
senza regole e inganni
con la natura che alle origini  mi riporta
flusso della terra che ci alimenta
corpo che alla materia ritorna
in un connubio di vita intera
di vita eterna

 

VII
dopo l'estate lunga torrida
anche al paese di meraviglia
alle prime gocce prendo per il viale di S. Caterina
come una forza che mi attira
senza protezione anche se forte verrà
avrò piacere di sentirla tutta sul mio corpo
tintinna dolcemente sullo sterrato
con il cielo neanche troppo scuro
aumenta poi il suono sulle foglie
sui rami del bosco di Porciano che incontro
è il piacere da tempo cercato voluto
finalmente la pioggia

si vede nel cielo della val d'Orcia il disegno
i viottoli binari dei campi si scuriscono
sempre più intensa scende
la strada ora alla pieve
al rimbalzo gli schizzi sull'asfalto
l'aria ancora calda fra i muri a secco
ancora più forte
mi bagno senza potermi fermare
l'umido della camicia sulla pelle
la testa nuda il viso grondante
i paesani ai caseggiati riparati
a casa un tratto rimane
le piccole strade con radi ombrelli
è una festa paesana
il miracolo della natura salvifica
che tutto ricompone alla vita
in dolce armonia

 

VIII
il viale di S. Caterina all'ora del sole
deserto alla fine d'agosto
con le ombre degli alberi a disegnar nello sterrato
la fissità del tempo
la linea contornata del muricciolo
le nuvole e il cielo celeste
bianche e all'infinito vicine
oscurare a momenti colorando
i campi della val d'Orcia d'intenso
l'intorno appare immobile e duraturo
nel gioco della memoria possibile
o tornare all'accelerazione della vita quotidiana
che tutto brucia in mille impegni
mille inutili affanni

lasciarsi andare
con il suono delle cicale lontane
nel tempo finalmente arrestato
alle voci del passato che più forte ritornano
al volto che incontro ti sorride
per i baci come allora
bimbo con le mani e i pantaloni corti
sporchi di argilla della riva del fosso
canuto con le mani nude ora
le braccia spalancate per la stretta mancata
le navi costruite nel gioco di allora
prezioso impegno a casa conservato
la vita dei giorni insieme trascorsa
nell'animo custodita
 


 

FINE PUBBLICAZIONE  Antologia Aperta 4                                                                       Inizio


 


 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

Fili di parole IV ed.

 

Giulio Perrone Editore S.r.l.Roma - gennaio 2011
ISBN 978-88-6316-214-1
www.perronelab.it

 

lenta

lenta la foglia si stacca dal ramo
con il vento che un po' la sospinge nell'aereo
volteggia e si muove come un aquilone
come i sogni di ragazzo al mondo iniziato
l'amore il dono inesauribile gioia nel volo
lenta discende con cauto procedimento dal cielo come le stelle
fra le ultime foglie del tiglio nel dicembre addentrato
al freddo già pungente nello scheletro degli alberi sospesi
silenzio nel parco di comune intesa ogni verde
lento il tempo dei turni di guardia del lontano bordo
che facevano la gioventù in punizione
girar senza meta per il mondo d'altri
dal sole di ogni giorno dall'amore lontano
della tua presenza in altro mondo madre
lento il tempo che scorre e mi consola
fra gli umani centellinare in dolorosa rimembranza
gli occhi e il tuo volto sorridenti venirmi incontro
solo per un istante figurato
il silenzio e il vuoto dei miei pensieri ridondante
assenza che fa stordimento
lento si muove il mondo che più non mi appartiene
lontano nel vuoto del tuo ricordo lasciato
della giovinezza perduta
preludio dell'attuale presenza verso l'assenza
la foglia dal ramo sospinta un po' dal vento
dolcemente al suolo si arresta
come l'anima alla vita si stacca
 

 

FINE PUBBLICAZIONE  Fili di parole IV ed.                                                                       Inizio

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

Il suono del silenzio 2010

 

TA.TI Edizioni - novembre 2010
www.tetiedizioni.it

tatiedizioni@yahoo.it

Via Silvio Pellico, 32 - 22070 Limido Comasco (CO)

 

segreto

quante volte ti ho chiesto del padre
il nome e la figura che potesse nella nebbia guidarmi
fra gli altri compagni più solo sono rimasto
tu dicevi di far da madre e da padre
io guardavo il mondo ed una metà mi pareva scura
gli occhi di bimbo non si davano pace
di una mutilazione e di un ignoto senza luce
quante volte in segreto ti ho rimproverata la sua assenza
il muto rumore che nel mio cuore regnava
eppure eri buona eri dolce
avresti per me dato i tuoi anni

ora che fra gli umani non ci sei
ora che ho il tuo tempo
so quanto male ti ho fatto
io badavo al figlio che tutto pretende
non vedevo i tuoi occhi nascosti inumidire
la tua vita nei sentimenti d'amore calpestata
i tuoi anni dalla casa madre lontani per vergogna
oggi non ti chiedo più il suo nome il suo volto
ora in mondi diversi
il segreto è divenuto più forte legame
tramutata in gioia la comune storia
che ci farà uguali per l'eternità

 

 

FINE PUBBLICAZIONE  Il suono del silenzio 2010                                                          Inizio

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

Habere Artem vol.XIII

 

Aletti Editore - dicembre 2010 - ISBN 978-88-6498-516-9
info@alettieditore.it
www.alettieditore.it
Via Palermo 27, 00012 Villalba di Guidonia (RM)
tel. 0774/354400
 

 

muto il mio sguardo

le donne a Poggetti che alla "fontina"
riempivano le brocche e le caricavano sulla testa
camminando poi svelte in equilibrio
più dura la salita sterrata che portava ai caseggiati
muto il mio sguardo di bimbo
nel verde e nel giallo estivo della campagna si aggirava
con mia madre vicino
altro ritmo dei giorni altro tempo rispetto ad oggi
di automobili e televisione infestato
io con il sorriso dell'innocenza allora
io canuto ed altro ora come fosse passato un'eternità
in un attimo racchiuso

scendevano le ore del giorno lentamente
al mutar dei colori dell'agosto come sospesi in cielo
fuori dal mondo degli altri nella campagna qui vicina
in una pace che aveva il riverbero dell'infinito
muto il mio sguardo di bimbo
la scoperta d'amore e d'incanto della natura circondato
io era quel che sono stato
lucente in altra epoca visionato
in un attimo racchiuso
nello spazio del tempo perduto
muto il mio sguardo di adulto
nel chiaro e nell'azzurro dell'universo si aggira

 

 

FINE PUBBLICAZIONE Habere Hartem vol. XIII                                                           Inizio

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

Le Pagine del Poeta 2011 - Giovanni Pascoli

 

Le Pagine del POETA - Agenda del 2011
Giovanni Pascoli
ISBN: 978-88-7557-352-2
Casa Editrice Pagine - Via Gualtiero Serafino, 8 - 00136 ROMA
tel.06 45468600
poesia@pagine.net
www.pagine.net

 

 

Camminando  poesia di Piero Simoni in Le Pagine del POETA
Giovanni Pascoli
 Agenda del 2011 - al 22 dicembre


Camminando

avevi l'aria sicura
di chi sa che può contare su di sé
ne ha la forza
la città terreno di conquista
con l'auto al mattino in scorrimento
ogni giorno un frammento conquistato
un elemento della vendita prenotato
da clienti ristoratori
che da te venivano determinati
capace lo eri davvero
in pochi anni il tuo nome si ingrandì
tu che da fuori venivi
di me che ero alle tue dipendenze
dicevi che troppo pensavo
meglio nel commercio badare al sodo
e da un piccolo fondo
in esposizione luccicante
un grande capannone hai poi aperto
centro di smistamento per due città
ma io come te non ero
e presto me ne andai
imbracciando la mia casacca
a lungo camminando
fra tigli e lecci del bosco
in cerca della mia anima

 

 

FINE PUBBLICAZIONE Antologia Le Pagine del POETA 2011                                        Inizio

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

Verrà il mattino e avrà un tuo verso vol.8



Aletti Editore - novembre 2010 - ISBN978-88-6498-397-4
info@alettieditore.it
www.alettieditore.it
Via Palermo 27, 00012 Villalba di Guidonia (RM)
tel. 0774/354400

 

Il cielo celeste

il cielo celeste di meraviglia colora il mare
nel gennaio di questo giorno dopo lunghe piogge
colora le colline e perfino le case condominiali del viale
unisce in alto la mia presenza al paese lontano
fa di ogni verde che conosco il mio intorno
anche i miei pensieri sotto i pochi capelli canuti
si fanno più tenui alla speranza che insorge
di una primavera lontana nella mente ridondante
nei tuoi occhi di bimbo il percorso tracciato

il cielo celeste di meraviglia colora anche il posto
dove sei sepolta madre facendo i tuoi capelli color turchese
il volto illuminato di comprensione segnato
per chi è rimasto a dibattersi su cose grandi che non si sanno
nel tuo sguardo è il calore l'abbraccio materno
il cruccio di non prestar l'opera nell'umana presenza
ma dall'aldilà infinito d'amore il sostegno

il cielo celeste di meraviglia colora tutta la terra
facendo del globo nell'universo una stella
variopinta e roteante come a una giostra con tutti a una festa
senza assurdi ribollimenti che guastano i sogni i momenti
né nubi atomiche che incrinano il firmamento
eguale coinvolgimento di ciascuno alla primavera che insorge
nei tuoi occhi di bimbo il percorso tracciato
infinito d'amore il sostegno

 

 

FINE PUBBLICAZIONE  Verrà il mattino e avrà un tuo verso vol. 8                       Inizio


 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

I luoghi della memoria - A.L.I.A.S. 2010

 


 

A.L.I.A.S. EDITRICE - ottobre 2010 - ISBN 978-0-9803044-3-5
a cura di Giovanna Li Volti Guzzardi
giovanna@alias.org.au
www.alias.org.au 
29 Ridley Avenue - Avondale Heights 3034
Melbourne - Victoria - Australia

 

Segnalazione di merito al Concorso Internazionale A.L.I.A.S. 2010

Cadono lentamente

i tigli al parco nel mezzo del novembre
colorano di giallo l'aereo in cielo
che plumbeo e qua e là bianco non se ne offende
cadono lentamente le foglie baciate dal vento
seminando i viali e i prati del parco
facendo tappeti che di riverbero illuminano l'intorno
tingono fra i rami in profondità fra il verde scuro dei lecci
figure di fantasia come di bimbi nella colorazione dei fogli
luce che si diffonde facendo buoni i radi spettatori
luce che ti porti via e scolora nelle ore che il giorno consuma
anche i platani nello stesso cielo con le loro foglie
disegnando d'antico i prati di loro competenza
dando riverbero d'altra luce sommessa
in una pace che acquieta
in un tempo che d'incanto nell'infinito s'arresta

in altro loco della memoria
cadono lentamente polveri dal cielo
disseminando e colorando di nero le banchine
con navi carboniere in gioventù visitate
e altro tipo di polveri dal ferro miniaturizzato
con le case del paese a ridosso
di bei caseggiati in villette e condomini di pregio
rosse dal tetto ai muri agli alberi delle strade
velo sulle macchine in sosta
sulle chiome delle donne dal fazzoletto nascoste
ceneri in altre industrie della lunga età lavorativa nella terra ferma
da elevate ciminiere l'azzurro perforanti
come stelle filanti
oggi come allora polveri sottili del traffico cittadino
sull'asfalto invisibile colorazione
luce spenta che ti porti via e negli anni consuma
riverbero sommesso di una calma rassegnata
ombre di rappresentazione figurata
in un tempo che non scolora non si arresta


14 novembre 2009

 

Nota critica di Valeria Serofilli alla lirica "Cadono lentamente"

Nella lirica "Cadono lentamente" emergono tutta la sensibilità e bravura di Piero Simoni, poeta, narratore e pittore.
Il giallo dei tigli, il verde scuro dei lecci, il nero delle polveri, il rosso dei caseggiati sono gli ingredienti della tavolozza dell'autore, ove anche i platani concorrono a disegnare d'antico i prati.
Ma la tanta luce e colorazione viene oscurata e opacizzata, oggi come allora, da quelle nere polveri sottili di ferro dal cielo e dell'odierno traffico cittadino.
Tuttavia il riscatto è nel distico finale: il tempo, nel suo eterno fluire, mai scolora né si arresta. Amalgama semmai i vari colori, ingredienti del vivere, in un positivo augurio, ricolorando il foglio.
Il testo, a mio avviso, appare infatti scandito in tre fasi temporali, con un'evoluzione rispetto alla situazione iniziale e queste sono:"in un tempo che d'incanto all'infinito s'arresta", "in altro loco", "oggi come allora".
Questo perché, data la complessità del tema, anche la forma non poteva che essere articolata, tuttavia densa di suggestioni che invitano ad una riflessione sull'intera condizione esistenziale, partendo dalla delicata metafora delle foglie di tiglio.
9 febbraio 2009

Valeria Serofilli

 

LA NAZIONE - 31 ottobre 2010 (Livorno)

 

IL CENTRO  novembre 2010 (Livorno)

 

 


FINE PUBBLICAZIONE I luoghi della memoria                                                             Inizio

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

Antologia III Piero Cervetti

 

 

Tesseratto Editore - ottobre 2010 - ISBN 978-1-4461-6576-8
stampato a Séville (E) dalla Lulu.com

 

   

IL TIRRENO

Io sono come te

guardo la tua figurina esile di bimbo
con la maglietta e le scarpe colorate dello sport
i capelli liberi e in volo al sobbalzo della corsa
gli occhi luminosi nel pensiero infinito
ingenue le tue parole di occasioni e mostri
che compongono il tuo mondo di visione
leggero sospeso ti muovi come un aquilone
al campo collinare di periferia
dal vento di maggio sospinto

guardo la tua figurina esile di bimbo
io che sono canuto e di te nonno
con gli anni di una vita che mi è venuta incontro
inciso nell'animo e nel viso il non facile adattamento
tutto quello che è maturato è però andato
gli eventi della storia comune
le dure vicende familiari
la lunga storia industriale che mi ha fatto ingranaggio
in "armonia" di rumori diseguale
la società di agglomerato in spersonalizzante condominio
io sono fra gli altri miei coetanei
silente il bimbo che era
io sono come te
non conta ciò che nel mezzo è stato
nel computo del passato
ingenue ancora le mie parole di occasioni e mostri
del presente nell'universo inserito
l'aldilà dalla moltitudine muta presidiato
gli occhi luminosi nel pensiero infinito
nel corpo legnoso e già ingrinzito
dal vento di maggio sospinto

 

 


FINE PUBBLICAZIONE Antologia III Piero Cervetti                                                              Inizio

 


 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

Città di Pontinia XIV ed.

 

Edizioni E-etCì - settembre 2010
Nuova Grafica 87 srl - Pontinia (Lt)

 

preziosa esperienza

si scendeva in sala macchine nel fragore del motore principale
con aggiunto il gruppo elettrogeno le pompe varie
il tremore misto all'odore di nafta della sentina
oli e incombusti con le sigarette sormontati
per sentire obbligato un altro odore da quello della cuccetta
si scendeva nelle interiori viscere della nave
di giorno di notte con ogni tempo presto modificato
scorazzare per i meridiani in questa e in quella commessa comandati
a fendere l'acqua in onda salata
turni uguali senza creatività alcuna
tormento del pensiero in una ripetizione di labirinto
un cunicolo buio dove i mesi gli anni consumano il tuo tempo
il colore del mare poteva essere la tua tregua
il cielo infinito sulle nostre teste ma qualcosa lo sguardo celava
una pena che faceva l'amore lontano i figli piccoli senza la tua presenza
le licenze o i periodi di riposo così brevi così stordenti
lo sguardo agli altri del posto rubato
poi nel fumo di un bar all'odore di alcool vanificato
una vita nel sogno assaporata e nell'azzurro del mare annegata

finito quel tempo solo nella memoria ritrovato
per l'abbandono di allora ad altra vita meno dura
in terra rappresentanza e impianti egualmente spersonalizzanti
ma almeno la famiglia con il verde a intermittenza vicini
l'esigenza del lavoro come regola e della sopravvivenza soddisfatti
eppure sulla banchina con la veste ora del turista lontano
guardo nelle imbarcazioni ormeggiate negli oblò spiati
il cunicolo buio dell'anima nei mesi negli anni scandagliato
un frammento che duro è stato di connivenza
ma nel lungo viaggio finale preziosa esperienza

 

Finalista al Premio Città di PONTINIA XIV edizione 2010

Cerimonia di Premiazione - Pontinia (LT) - 17 ottobre 2010

 

 

FINE PUBBLICAZIONE Città di Pontinia XIV ed.                                                            Inizio

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

Gaetano Viggiani VII ed.

 


 

Edizioni E-etCì - settembre 2010
Nuova Grafica 87 srl - Pontinia (Lt)

 

da Autunno 2008 - Leonida Edizioni

ho visto gente matura al bordo
ruvida nel rapporto con i subalterni
forgiata con il ferro
senza sorrisi senza parole velate
dubbiosi mai
mischiati ai motori oleosi
fragorosi della sala macchine
duri per la vita da affrontare

li ho visti correre sulla banchina
dopo lunghi mesi di navigazione
incontro alla moglie
come impazziti di gioia
come ragazzi felici
per l'amore negato
per l'amore riabbracciato
tornare sulla terra umani

 

Finalista al Premio G. VIGGIANI, VII edizione 2010

Cerimonia di Premiazione - Pontinia (LT) - 17 ottobre 2010

 

Gruppo di premiati PONTINIA - VIGGIANI - Pontinia (LT) - 17 ottobre 2010

 

 

FINE PUBBLICAZIONE Gaetano Viggiani VII ed.                                                            Inizio

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

Antologia aperta 3 - In questo testo sono presenti nove componimenti del 2009 con l'unico titolo IL VIALE DEI PLATANI AL PARCO

 

 

Edizioni del Calatino  -  luglio 2010  -  ISBN  978-88-905159-0-3
samperieditore@libero.it
Via Dante 23,  95040 Castel di Iudica - Catania

Piero Simoni

IL VIALE DEI PLATANI AL PARCO
(poesie 2009)

I
il pino dal grande tronco fra le frasche d'alloro
ritrovo dei nostri primi baci alla villa Fabbricotti
quando ragazzi alla scuola dell'obbligo ci prendemmo
quante giovani coppie ha abbracciato
è ancora lì ora maestoso
che passo al giardino canuto come gli anziani
a consumar nei ricordi le ore
a cercar nell'aria nuova il sorriso
e del tempo passato faccio rendiconto
in alterne vicende impegnato
che certo per l'aldilà non contano
ma pur dovendo sottostare
dei fiori ho colto
ed altro per il rimpianto vorrei

il pino dal grande tronco ora maestoso
con occhi benevoli mi guarda
facendo cenno alla vita degli uomini
che è simile a quella degli alberi
e come loro va presa
i frutti ad ogni stagione si rinnovano
a lungo negli anni
finché solo il verde è il vestito
rimanendo in gioia comune
più spogli ad ogni anno
sciupati i rami ammaccato il tronco
non vi è paura né tormento
fino al naturale spegnimento

 

II
la pioggia di fine agosto presente

ancora una volta
prima di ripartire dal paese
con la valigia da fare
forte e copiosa mi fa attendere
nel percorso alla macchina un po' mi bagno
ma non è un dispiacere
la gente si ripara liberando le vie
tutto il cielo è scurito in uno spettacolo d'altro colore
il luccichio dell'acqua sui tetti
dalle terrazze nelle vie pietrose
e il fluire al centro corrente
il vento a giocherellare
a schizzare i passanti con l'ombrello
le cascate dalle grondaie intasate dai piccioni
poi la quiete o il rallentamento
un sapore fresco di umido
un piacere segreto che mi inebria
compagna della memoria
venuta ad abbracciarmi
e nel lungo bacio del saluto
il rinnovato amore della natura
mai dimenticato

 

III
vi è un paese da qualche parte ho visto
avvolto nella nebbia al mattino
dalla pioggia dell'autunno bagnato
le ore scandite dalle campane
l'aria odorosa di fresco del monte Amiata
dove la gente si parla nel silenzio delle contrade
neanche la televisione fa da stordimento
l'amicizia è quella in anni coltivata
di chi divide gli stessi vicoli
e i piccoli di ciascuno ha visto crescere
le botteghe lungo la via del corso
con i prodotti di una volta mantenuti
la tradizione la festa
la fisarmonica il ballo in piazza
armonia sotto le stelle
in simpatico convivio d'appuntamento
il tempo rallentato dalle brutture immacolato
l'odore dei camini
nelle vie strette che sono di storia antica
sembra una favola di immaginazione costruita
nella globalizzazione dei mercati
sfrecciare e rotolare delle auto nelle superstrade
la migrazione di gente disperante

vi è un paese da qualche parte ho visto
dove sulla collina
al cielo chiaro bianche le nuvole disegnate
fa la gente più vicina

 

IV
vidi il molino del paese antico che ero giovanissimo
con dei parenti casualmente
la farina e la macina il nastro trasportatore
l'odore caratteristico e il bianco
ancora funzionante con una famiglia in gestione
in un caseggiato appena fuori dalle mura
allora che dall'amore ero preso
poco ci badai

ora che è passato tanto tempo
il paese tutto un altro
con i turisti a rinvigorire il bilancio comune
ma di quel che era più non c'è nulla
anche il molino spento da tempo
avvolto dal verde scomposto
la scritta sul  muro di lettere monca
i muri pietrosi segnati dall'abbandono
il cancello al muro di cinta
consunto anch'esso dall'erba avvolto
in un silenzio triste che sa di pianto
di morte apparente
in fronte alla val d'Orcia
che muta accoglie ogni ora del giorno
alla luce riflessa e al vento di ogni stagione
fra le sue grandi braccia aperte

 

V
il vento di settentrione al paese
al settembre carico delle promesse d'autunno
fa rumore fra le foglie nel bosco di Porciano

odora delle querce dei cipressi
con l'aria ancora calda
si tinge di ogni verde
sradica le foglie dei tigli dell'ippocastano
che sono colorate di ruggine
sventola le bandiere della festa ormai finita
i capelli chiari del piccolo nipote
il suo grido di gioia per la contrada vittoriosa
il vento di settentrione a momenti più forte
pare gridare poi sussurrare
fra il percorso amico del percorso dei giorni
sulla val d'Orcia estesa
nelle ondulazioni mutanti la veste
alla luce delle ore
sulla terra arata al sole per la coltura
il vento
con la voce della madre dolente
l'amore giovanile alla scuola
nella navigante lontananza
della figlia allora dipendente
gente di Poggetti
dove nei campi erano le sue ore
ed io in movimento senza guardarmi
fra loro con il sorriso di bimbo
in seguito adulto fra gli adulti stonato
fra i rami in movimento al cielo nascosto
solo con la natura baciato

 

VI
i platani centenari dal fusto maestoso
altissimi e un po' spogli al settembre
per il sole l'aridità dell'estate
riuniti in un gruppo a forma di viale
colorano il cielo di giallo e di verde
trafitte le foglie dai raggi del sole
come fosse di luci una festa
armonia con le linee dei rami
il silenzio fra tutti i verdi del parco

nello spazio infinito del cielo
ogni foglia ha il suo posto
di quiete il firmamento del mondo
per l'umanità di veleni intorbidita
che di questo coro
del suo insegnamento di convivenza
non ne fa tesoro

 

VII
all'adunata
in riga si doveva stare prima del refettorio
del riposo nella camerata
quando ci si apprestava per la scuola
in silenzio composto
di piantone quando si era in punizione
nel collegio del dopoguerra

incolonnati sull'asfalto per il lavoro obbligati
e nei viaggi periodici per proprio conto
della distanza altrui rispettosi
degli ammiccamenti dei cartelli attenti
per evitare puntuali incidenti

i platani di lunga data
disposti al viale al parco di tutti
ordinati e silenti al sole mattutino di settembre
le cime docilmente ondeggianti
lungo il percorso dei passi
guida all'azzurro
alla luce che fra i rami le foglie si intravede
e brilla ogni colore in cielo

 

VIII
ci incontrammo per caso sul marciapiede
come fra tanta gente ci sfiora
io che non ti avevo riconosciuto
per la tua figura rinsecchita dimessa
lavoravamo insieme nella stessa ditta industriale
ora tutti e due a riposo

il tuo sguardo triste mantiene quell'arguzia che conoscevo
sei pacato nell'espormi i tuoi pensieri
nostalgico del lavoro passato
eppure impegno umile di autista sul camion
sempre la stessa linea di scorie da portare
i malanni ti hanno un po' piegato
minato il tuo sorriso
pensi al tempo che è solo "passato"
alla fine avvenire

vicino a te sento il tuo disagio
che mi pare un lamento
lavoravo anch'io con convincimento e lena
ma non ho ora alcun rimpianto
il tempo che mi è piovuto addosso
cercato ogni momento del lungo peregrinare
ora dà parvenza di libertà 
e mi restituisce ai più intimi pensieri
facendomi passare più veri i momenti
del tempo futuro non ho eccessivo timore
avendo da consumare il presente nuovo
unito al passato nella mente da ricominciare
e il sole
prima dalle vetrate dell'impianto a lungo nascosto
ora posso come da ragazzo guardare

 

IX
il viale dei platani al parco
cinto da muri e siepi alle auto recluso
nella prima pioggia di settembre
mostra i tronchi inumiditi di scuro e di chiaro
i rami altissimi che in cielo si intrecciano
parendo con lo sguardo dall'origine un tempio
dove la natura è sacrale
con la luce che anche ora in alto illumina
verso la meta dell'aldilà
le foglie che ancora popolano i rami intercalati
suonano al tintinnio dell'acqua
e al frusciare di un po'di vento
a terra quelle senz'anima colorano già d'autunno
quasi non vi è nessuno in giro
e il cielo del mattino che si spegne
mutando con i verdi l'accostamento del fondo
è voce che dopo lungo tempo io ritrovo
è pace che ha un unico suono
d'amore della natura in dono

nell'aria che si mantiene al plumbeo
poi rumoreggia il tuono
squarciano i lampi in un timore
più forte ora è il vento con la pioggia dirompente
non si scorge più a breve distanza
la sua forza mostra tutta intera
ne ha ragione dopo lunga assenza
al riparo nel caseggiato monumentale
biblioteca dei giovani allo studio
la guardo amabile anche nel suo volto irato
la sento nei panni umidi e nelle scarpe flosce
nell'intorno che mi inebria
la sua mano sulla mia spalla
abbraccio d'amore eterno

 

 

 

FINE PUBBLICAZIONE Antologia aperta 3                                                              Inizio
 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

La fanciullezza vedo sorridere e danzare

 

 

Editrice ZONA - luglio 2010 - ISBN 978-88-6438-119-0
via dei Boschi 244/4 loc. Pieve al Toppo
52040 Civitella in Val di Chiana - Arezzo
tel/fax 0575.411049
www.editricezona.it  -  info@editricezona.it

 

Io sono come te

guardo la tua figurina esile di bimbo
con la maglietta e le scarpe colorate dello sport
i capelli liberi e in volo al sobbalzo della corsa
gli occhi luminosi nel pensiero infinito
ingenue le tue parole di occasioni e mostri
che compongono il tuo mondo di visione
leggero sospeso ti muovi come un aquilone
al campo collinare di periferia
dal vento di maggio sospinto

guardo la tua figurina esile di bimbo
io che sono canuto e di te nonno
con gli anni di una vita che mi è venuta incontro
inciso nell'animo e nel viso il non facile adattamento
tutto quello che è maturato è però andato
gli eventi della storia comune
le dure vicende familiari
la lunga storia industriale che mi ha fatto ingranaggio
in "armonia" di rumori diseguale
la società di agglomerato in spersonalizzante condominio
io sono fra gli altri miei coetanei
silente il bimbo che era
io sono come te
non conta ciò che nel mezzo è stato
nel computo del passato
ingenue ancora le mie parole di occasioni e mostri
del presente nell'universo inserito
l'aldilà dalla moltitudine muta presidiato
gli occhi luminosi nel pensiero infinito
nel corpo legnoso e già ingrinzito
dal vento di maggio sospinto

 

 


FINE PUBBLICAZIONE La fanciullezza vedo sorridere e danzare                                        Inizio



 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

Luoghi di parole   vol.3

 

 

Aletti Editore - giugno 2010 - ISBN: 978-88-6498-271-7
info@alettieditore.it
www.alettieditore.it
Via Palermo 27, 00012 Villalba di Guidonia (RM)
tel. 0774/354400

 

Luce

oggi non c'è tempo per camminare fra gli alberi fraterni
cose di tutti i giorni che affaccendano anche chi
dal tempo quotidiano della corsa sfrenata ne è uscito
mi devo accontentare al ritorno sul marciapiede
incastonato fra file di auto caseggiati muri scalcinati
in disegni scritte di bombolette marcati
di qualche ramo qualche foglia qua e là spagliante
un sole tiepido di dicembre adagiato su una tettoia di metallo
che da un giardino comune in fascio di luce
d'altro colore nel verde colore
fra lecci ombrosi e muti al cancello chiuso nella vista rubato
luce che pur mi scalda riempiendo il giorno
di sicuro amore ritrovato

anche te da tempo non ci sei
al ritorno sul marciapiede mi devo accontentare
incastonato fra file di auto caseggiati muri scalcinati
della tua voce nel mio animo segnata
dei tuoi occhi dolci che d'amore mi cingevano
gioia nello sguardo di ogni madre al suo bimbo riflesso
nei giorni a venire la tua mano disegnando il mio cammino
sole tiepido nel dicembre adagiato in fascio di luce
d'altro colore nei miei pensieri colora
fra lecci ombrosi e muti dall'aldilà nella memoria rubato
di sicuro amore ritrovato

 

 

 

FINE PUBBLICAZIONE  Luoghi di parole  vol.3                                                              Inizio

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

Antologia Aperta 2
 


Edizioni del Calatino  - aprile 2010
samperieditore@libero.it
Via Dante 23,  95040 Castel di Iudica - Catania

 

1. gli alberi stagionali sono spogli e paiono rinsecchiti al cielo
come le foglie a terra negli angoli dal vento sospinte
senza più colore rastrellate e portate via con il furgone
il silenzio dimesso nei viali del parco con meno frequentatori
ora che l'inverno è prossimo ad arrivare
sembra una orchestra che si scompone lasciando vuote le sedie
vuoti i leggii senza strumenti al tempo
nell'aereo dell'auditorium nessun suono
sembra la festa del circo che tanto fa sognare i più piccoli
sbaraccando la pista dopo aver riposto gli animali in gabbia
tolti i lustrini e le insegne il cantiere in smobilitamento
la carovana si organizzerà rimettendosi in colonna per un'altra meta
nello sterrato di periferia il vuoto in assenza di magia
bisognerà attendere un anno per vedere in cielo le gemme nuove
i fiori e tutti i colori dell'umano paradiso
l'autunno variopinto che i colori mescolando muta i toni di luce
dell'asfalto pedonale fortunato dei parchi in assembramento
figure astratte sospese e in terra disegnate
ogni anno ritorna il coro a far felice la nostra convivenza
gli animali insieme dislocati su questa terra di comune abitazione
suoni e melodie nell'aerea nostra visione
finché un giorno si arresta il suo e il nostro movimento
spogli per sempre i rami rinsecchiti in cielo
vuote le mani che più non hanno frutti di lavoro
né protese per un abbraccio d'amore in dono
finisce il nostro e il suo tempo di percorso
nello sterrato di periferia il vuoto in assenza di magia

 

2. gli orti dei contadini
lasciati la sera al mutar delle ore
all'alito di vento che odora di novembre
all'umido di questi giorni in fronte ai cipressi
al segno collinare e al disegno colorato del cielo
i solchi allineati dell'insalata e della bietola
delle cipolle e finocchi spumeggianti
il verde chiaro e il verde più scuro
ben si combina al colore del suolo
gli alberi spogli vicini compagni di ventura
in silenzio le piantine lavorano nella notte
al segno dell'uomo che ha lasciato
in silenzio la terra coltiva il suo compimento
per ciascuno nell'universo
rimanendo accorta in attesa paziente
compagna è la pioggia che ciascuno nutrisce
compagno è il sole che di calore di luce lambisce

gli orti dei contadini la sera
mutua intesa silente abbraccio fraterno
amore duraturo della natura
nella vicenda umana di passaggio

 

3. nel viale di S.Caterina
già alle luci artificiali del pomeriggio di novembre
gioca la mia ombra ruotandomi intorno
più grande più piccola sovrapponendosi
disegnandosi sul muretto e le panchine della sosta
sulle siepi e gli alberi doppia multipla
i paesi della val d'Orcia illuminati vicini lontani
luci vaganti degli spostamenti umani motorizzati
come stelle filanti nel buio della terra al cielo confuso
incidentalmente nella penombra due giovani amanti
nei giochi dell'amore ai primi baci
i grilli da qualche parte in canto
al tempo rallentato dei miei passi
nella mente arrendevole che alla suggestione della quiete
al silenzio che appare infinito s'inchina
i cani lontani abbaiando
rompendo del buio l'incantesimo

il paese ravvicinato al ritorno 
in altre luci artificiali
in altre ombre racchiuso
 con poche figure di passanti
nello stesso silenzio e miraggio
le macchine intorno ululando
alle mura di storica protezione
rompendo del buio l'incantesimo
al tempo dei miei passi
alla mente arrendevole che alla necessità
del progresso che appare ineluttabile s'inchina
mentre le stelle altissime vanno guardando
 

 

 

FINE PUBBLICAZIONE Antologia aperta  2                                                           Inizio


 


 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

Le Pagine del POETA 2010 - Mario Luzi

 

Le Pagine del POETA - Agenda del 2010
Mario Luzi
ISBN: 978-88-7557-384-3
Casa Editrice Pagine - Via Gualtiero Serafino, 8 - 00136 ROMA
tel.06 45468600
poesia@pagine.net
www.pagine.net

 

 


 


Genti

ora che sono un uccello
sto sui rami al sole tiepido
il cielo più vicino più grande
non ho paura dei pericoli del suolo
di animali affamati
di automobili schiacciasassi
il disegno collinare vedo
colori del giorno di ogni stagione
la val d'Orcia un incanto
di ramo in ramo saltello felice
liberato dall'umano fardello
della convivenza politica in armi
la fragilità dei giorni all'orizzonte
genti da qui scorgo che fra loro
solo di amore hanno bisogno
il canto dell'universo
ai raggi del sole in coro
di ramo in ramo saltello felice
il cielo più vicino più grande

 

 

 

FINE PUBBLICAZIONE Antologia Le Pagine del POETA 2010                                        Inizio

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

Tra un fiore colto e l'altro donato   vol. VII

 

Aletti Editore - maggio 2010 - ISBN: 978-88-6498-161-1
info@alettieditore.it
www.alettieditore.it
Via Palermo 27, 00012 Villalba di Guidonia (RM)
tel. 0774/354400


Il flauto

suona il flauto ai gradini di via del Corso
intorno i caseggiati secolari di Pienza
di un musicista ambulante di nero e povertà vestito
nel silenzio del paese
magia a magia si somma
invadendo le strade dai turisti appena segnate
entrando nelle case dagli spessi muri
i pavimenti in cotto dei travicelli dal tempo piegati
fino alla val d'Orcia con i campi ondulati già lavorati
lo sguardo vigile del monte Amiata
nell'aria una melanconia lontana
dal sole e allo scuro del giorno d'ottobre
fuori le mura rimangono le auto
dalla voce ragghiante
la gente anche qui dagli affanni presa
e il rimestare in epoca di crisi
dell'economia globale imposta
la salute i giorni a venire
da nuove malattie e inquietudini politiche minacciate
nel silenzio del paese
si alza fino in cielo tra le nuvole accorse
il suono del flauto
di un musicista ambulante di nero e povertà vestito
al plauso e all'elemosina dei pochi passanti
facendo tutto incantamento

 

 

 

FINE PUBBLICAZIONE  Tra un fiore colto e uno donato   vol VII                              Inizio

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

Il Federiciano - libro blu -

 

 

Aletti Editore - dicembre 2009 - ISBN: 978-88-6498-077-5
info@alettieditore.it
www.alettieditore.it
Via Palermo 27, 00012 Villalba di Guidonia (RM)
tel. 0774/354400

 

Il treno

nella campagna di Poggetti
con il disegno ingiallito dei campi
nei tardi pomeriggi dell'agosto
improvviso sentivo avvicinarsi il treno
e voltandomi dalla sua parte
io restavo immobile con gli occhi spalancati
a guardar quel puntino scuro sbuffante in fondo
sempre più vicino fragoroso gigante
davanti poi mi passava tutto scuotendomi
un urlo prima una forza dirompente nel silenzio
una eternità il suo passaggio nel mio corpo di bimbo
ondeggiante nel suo allontanamento
portandosi via chissà quale mistero

era il suo passaggio una cosa vera
che squarciava anche la mia mente
lasciandomi attonito nel campo
felice nell'incantamento
e a lungo guardavo
quel raggio di luce che si andava spegnendo
a lungo sentivo quel rumore perdersi lontano
rimanendo vivo fra l'erba nei miei pensieri
nel cielo ora rasserenato
un sogno e un turbamento

 

 

 

FINE PUBBLICAZIONE  Il Federiciano - libro blu -                                                  Inizio


 


 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

Poesie del nuovo millennio vol. 7

 

 

Aletti Editore - dicembre 2009 - ISBN:978-88-6498-111-6
info@alettieditore.it
www.alettieditore.it
Via Palermo 27, 00012 Villalba di Guidonia (RM)
tel. 0774/354400

 

Per gioco

al mattino camminando
compagna è la mia ombra
con il giaccone ed il cappello
che sembra una marionetta
si allunga sulla strada
balocca con le colonnine sul mare
lungo il confine della terrazza Mascagni
si tuffa se mi ergo al parapetto
anche se l'acqua ora è tanto fredda

dialoga con me sulle cose del mondo
passo dopo passo mi è vicina
ad ogni svolta intorno mi gira
mi confido a lei come fosse
specchio della mia anima
silente e discreta sempre
custode nella lunga memoria
di tutti i miei averi oggi
mi sorride e le sono grato
le prometto come i bimbi fanno
che un giorno le parti ci scambieremo
per gioco camuffando

 


 

FINE PUBBLICAZIONE  Poesie del nuovo millennio vol. 7                              Inizio


 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

Dedicato a... Poesie per ricordare  Vol. 8

 

Aletti Editore - dicembre 2009 - ISBN:978-88-6498-132-1
info@alettieditore.it
www.alettieditore.it
Via Palermo 27, 00012 Villalba di Guidonia (RM)
tel. 0774/354400
 

Ai venditori di colore

in fronte al "Grand Hotel Palazzo"
albergo a cinque stelle
sulla spiaggia lungo mare
i venditori di colore
stendono su un tappeto di carta
uguali articoli di poco spessore
per il lunario di giornata

il portiere in giacca bianca
all'ingresso sopraelevato fa da guida
ad automobili lussuose e scure
di signori da ogni parte venuti
lontani alla vista dalla recinzione
la gente svagata passa
al sole d'aprile festaiolo
senza nulla comprare

una barca discosta
di due pescatori mattutini
con il mare calmo e testimone
la sua voce alla risacca
nella volta breve dell'onda
di colore verde profondo

 


 

FINE PUBBLICAZIONE Dedicato a...  Vol. 8                                                  Inizio

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

Poeti e Novellieri Contemporanei  - ed. 2009 -

 

  Golden Press - novembre 2009
www.goldenpress.it
info@goldenpress.it

Via Polleri 3 - 16125 Genova

 

Pensiero critico di Alessandro Mancuso

Lo spirito lirico nasce dallo stupore innamorato con cui, senza accorgersi, si osservano i luoghi, i personaggi, i colori nei quali si inizia a correre la strada dell'esistenza; questo sembra dirci Piero Simoni nella presente breve antologia di cinque liriche tratte da una sua importante raccolta poetica. Se è vero che ciascuno ha cura dei propri ricordi e accarezza il sogno delle proprie venture passate, è altrettanto vero che solo il poeta possiede strumenti adeguati, linguistici, per fare della normale nostalgia l'affresco di un eden personale, di un panorama da idillio, come nelle pagine che seguon

 

 

il rumore dell’acqua

 

dopo la pioggia copiosa

dopo la grandine e i tuoni

il rumore dei rivoli d’acqua

che dal viale di S. Caterina

dai campi si congiungono

e scendono nel bosco di Porciano

in una orchestra di suoni

con il cinguettio di uccelli

il gracidio di rane

l’abbaio di cani

tutti in coro

e il verde nuovo

che già ottunde il cielo

ai primi di maggio

facendolo intuire

ancora plumbeo

il rumore dell’acqua

che da tempo immemore non sentivo

mi riporta bimbo

alla campagna di Poggetti

rumori allora familiari

ancora quietanti

e mi par di scorgere mia madre

che mi attendeva

sempre d’amore a cingermi

il cielo ora si vede
ora squarciato e al bello

nell’aria ancora umida

l’armonia degli azzurri

nelle ondulazioni della val d’Orcia

alla luce del sole che si inchina

l’armonia di tutti i verdi collinari

d’amore coniugale qui rinnovato

della figlia amato

negli occhi del piccolo nipote che mi sorridono

una felicità vicina

che vorrei cogliere

prima che la sera

d’altro colore tutto cancelli

       

un vestito in tinta scura

 

monologante sulla strada

da sempre quando ti ho conosciuto

senza fastidio alcuno per noi

istituzione del paese

come lo era il prete il sindaco

semplice e ironico

capace con un panchetto

di dar prova della tua arte di ciabattino

zittito sempre dalla moglie

dalla finestra per i paesani

da tempo non ti si vedeva più

stavi in cantina mi si diceva

dove volevi anche dormire

molto su con gli anni

anche malato

mangiando quasi nulla

ti sei spento poco a poco

nei giorni di un mio turno di ferie

ti ho visto allora

riposto sul letto della tua camera

con un vestito in tinta scura

buono per le cerimonie

la figura rinsecchita e dimessa

l’aria quasi infantile

buona come lo sei sempre stato

un vestito in tinta scura

buono per le cerimonie

io che ti avevo sempre visto

alla contadina

vestito di stracci

 

                                 (da Anomia 2008, già pubblicata senza titolo sulla rivista POESIA n° 235)

 

    

 

rimango qui

 

rimango qui

oggi che devo partire dal paese pientino

lasciando nel bosco di Porciano

il mio pensiero

fra le vie sterrate che si snodano

si congiungono

curvano e scendono

con il cielo tinto di verde nuovo

i viottoli dell'acqua piovana

il parlare fra loro degli uccelli

al ritmo dei colori

dei rumori naturali

dei silenzi che invadono l'anima

facendoti apparire meno dolente

la china degli anni

più lontana la prepotenza degli uomini

l'agglomerato dalle automobili deformato

 

rimango qui

anche quando non sarò più

con il mio spirito

la mano nella mano di ma madre

a correre per le vie sterrate

e per sentieri in fila camminando

di frutta degli alberi poi della campagna

come da piccolo nutrirsi

della fonte rocciosa dissetarsi

del sole la luce su ogni cosa riflessa

e cadenzar nelle ore

il tempo e la fatica

nell'abbraccio

della natura e dell'amore materno

che ricongiunge il figlio ora canuto

dopo la terrena esperienza

di felicità

in armonia con l'universo

 

 

il coraggio che pareva niente

 

andavo con la bicicletta
nella strada asfaltata costeggiata dai campi

passando per i paesi al sole di  maggio

con la forza degli anni giovani

con il fruscio del vento compagno

guardando il verde e il cielo intorno

parendomi tutto un incanto

e solo mi muovevo di inerzia

anche se non lo sapevo

 

i caseggiati rurali i fienili

l'odore di bovi a piacermi

l'azzurro del mare a valle

fra le fronde fugace

ed io che pedalando correvo

 

oggi con gli anni

le gambe non ruotano i raggi

manca nella mente

fendente quell'aria

il coraggio che pareva niente

ora prigioniero dell'agglomerato urbano
e dei miei inevitabili malanni
si restringono di cammino gli spazi di ventura

quella era una gioia vera

anche se non lo sapevo

 

 

le rondini in volo

 

le rondini in volo

nel disegno di scuola elementare

guidato dalla maestra il nipote

si alzano sui tetti nel sogno
come ogni bimbo di felicità pervaso

di realtà immaginaria conquistato

 

apro la finestra

al cielo mattutino di Pienza

con  le rondini in volo

sui tetti a coppi antichi

uno sventolio d'ali

un disegno di ellissi nel chiarore

una quiete di tenore infinito

con i turisti ancora da venire

e di sola parola rumorosi

con la gente del posto

intrisa di veste immacolata

addentrato in sogno par essermi

di realtà immaginaria conquistato

 

     

 

 

FINE PUBBLICAZIONE Poeti e Novellieri 2009                                                        Inizio


 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

Habere Artem  vol. XII

 

 

Aletti Editore - novembre 2009 - ISBN:978-88-6498-044-7
info@alettieditore.it
www.alettieditore.it
Via Palermo 27, 00012 Villalba di Guidonia (RM)
tel. 0774/354400

 

L'unico tesoro sai

alla fine degli anni collegiali
saresti andato via dalla nostra città
per spezzare un sortilegio
come si abbandona un paese
perché non c'è lavoro e interessi
per un giovane di tante attese

non ti ho più visto
non so se avrai risolto
io per mare come te
ed in giro ancora a darmi da fare
ma più mi sono allontanato
niente ho trovato
solo al ritorno
un giorno
riflesso nello specchio
il ragazzo che ero ho scorto
quello che è più in fondo
l'unico tesoro sai
che invano in ogni strada
con l'aspetto di un vecchio smorto
andavo cercando

 

 

FINE PUBBLICAZIONE Habere Artem vol. XII                                                         Inizio

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

                                      

 

 

ENCICLOPEDIA

DEI POETI ITALIANI CONTEMPORANEI

 

 

 

 Aletti Editore 2009

www.alettieditore.it

info@alettieditore.it

Via Palermo, 27 - 00012 Villalba di Guidonia (RM)
ISBN: 978-88-7680-897-5

 

 

Dall' "Enciclopedia dei poeti italiani contemporanei", pubblicato da Aletti Editore, giugno 2009

 

 

la sera sul porto

della mia città

le gru che si staccano nel cielo

le navi e il movimento del lavoro

 

in un giorno degli anni

in un punto dell'universo

 

      *  *  *

 

gli oggetti della tua memoria

oggi nella vetrina della nostra libreria

scollegati e immobili

non dicono di te madre

tutto quello che ancora vive

tutto quello che ora sei

nei miei anni

 

      *  *  *

 

la luna piena di dicembre

si è posata in prima mattina

sul telaio delle raschie dell'impianto

guardandomi

nel percorso all'ufficio

rallegrandomi l'anima

e ricordandomi la sua promessa

 

 

FINE  ENCICLOPEDIA DEI POETI CONTEMPORANEI ITALIANI                                        Inizio

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

Il suono del silenzio 2009

 


 

TA.TI Edizioni - novembre 2009

www.tetiedizioni.it

tatiedizioni@yahoo.it

Via Silvio Pellico, 32 - 22070 Limido Comasco (CO)

 

 

sull'onda

 

i cavalloni

gioco di bimbo

nell'estate collegiale

con le prescrizioni e le limitazioni

nell'attimo che più nulla vedevi

più nulla ascoltavi

contro l'onda in tuffo

sull'onda per la spinta

gioia a gioia confusa

 

i cavalloni oggi canuto

che guardo al mattino camminando

i pescatori con le canne silenti

le navi alla rada in attesa

i cavalloni montanti

di verde e di cielo colorati

energia che il mare non nasconde

gioia come allora che non fa timore

sull'onda per la spinta

che ancora alla vita dona

 

 

 

 

FINE PUBBLICAZIONE  Il suono del silenzio 2009                                                          Inizio

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

Verrà il mattino e avrà un tuo verso vol. 7

 

 

Aletti Editore - ottobre 2009 - ISBN: 978-88-6498-019-5
info@alettieditore.it
www.alettieditore.it
Via Palermo 27, 00012 Villalba di Guidonia (RM)
tel. 0774/354400

 

Il tuo posto ho preso

in un foglietto il tuo bene
volevi che lo portassi nel portafoglio
sempre a me presente
quando ancora eri in vita madre
ma non ti dimenticavo
anche se dai giorni preso
e né ho saputo volgere in altro modo
la fine terrena

da quel giorno buio
più vedo con i tuoi occhi 
il cielo nascosto alle nuvole
i tuoi pensieri diventar le mie parole
mi muovono i passi tuoi
incontro al vento
te e non me fra i vivi sono

da quel giorno buio
ora lontano
il tuo posto ho preso
nel freddo della terra umida
nel silenzio perenne fra altri muti
entità mnemonica familiare
nel comune ossario frammentato

 

 

FINE PUBBLICAZIONE  Verrà il mattino e avrà un tuo verso vol. 7                       Inizio

 


 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 Parola e vita

 

 

Edizioni Universum - settembre 2009 -
edizioni.universum@hotmail.it 
98070 Rocca di Caprileone (Messina)
tel.0941/950570

 

(da Anomia 2006)

per consuetudine
per il piacere di avervi
colorati e cinguettanti
vi mettemmo in gabbia
nella nostra casa

ho capito dopo
l'assurda prigione
in cui vi avevamo relegato
ho sentito dopo tutto il male
per avervi tolto nel volo
il cielo

 

 

 

FINE PUBBLICAZIONE Parole e vita                                                                         Inizio

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

Parole in fuga  vol. V

 

Aletti Editore - maggio 2009 - ISBN: 978-88-7680-876-0
info@alettieditore.it
www.alettieditore.it
Via Palermo 27, 00012 Villalba di Guidonia (RM)
tel. 0774/354400

 

Chiari al vento

ho conosciuto giovani marittimi
di coperta e per lungo corso
che della vita di mare
non avevan diniego
propensi a solcare i mari
la fronte alta
i capelli chiari al vento
per nulla intristiti dalla solitudine
dalle facce del bordo uguali
dal mare e dal cielo sempre lo stesso
con in mente chissà quale avventura
quale scoperta
la moglie e le figlie
lasciate in un canto a terra
coperte di lustrini e di animati regali
battagliar sole nei quotidiani impegni
al ritorno ogni volta stranieri
amanti occasionali
padri per pochi giorni
in quiete duratura solo
nel loro isolato mondo
quello del permanente moto in tondo

 

 

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Tra un fiore colto e l'altro donato Vol.VI


 


 

Aletti Editore - dicembre 2008 - ISBN: 978-88-7680-704-6
info@alettieditore.it
www.alettieditore.it
Via Palermo 27, 00012 Villalba di Guidonia (RM)
tel. 0774/354400

 

Il fiore

i fiori naturali
durano lo spazio di pochi giorni
poi miserevoli sulle tombe
i fiori di plastica
a lungo nei mesi
al sole scolorano
nei rituali delle usanze
la mia presenza rada
al cimitero comunale
dove sei sepolta madre
ora nell'ossario comune
ma il fiore
è cresciuto ogni giorno
dall'infausto evento
nella mia anima
ed ha il colore dei tuoi occhi
l'amore che ora  è più di allora
perché canuto lo capisco
e la paura di bimbo ritorna
per la cosa più buia
il fiore
è la tua presenza più forte
che dall'aldilà
invisibile agli occhi degli umani
mi avvolge

 

 

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Dedicato a... Poesie per ricordare vol. 7

 

 

Aletti Editore - dicembre 2008 - ISBN:978-88-7680-669-8
info@alettieditore.it
www.alettieditore.it
Via Palermo 27, 00012 Villalba di Guidonia (RM)
tel. 0774/354400


I vecchi al paese

i vecchi al paese
a scrutar dalla finestra
il pezzetto di mondo 
che scorre

i vecchi dietro il vetro
con gli occhi lucidi
il male già inanellato
in attesa

 

 

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Poeti e Novellieri Contemporanei    - ed. 2008 -

 

 

Golden Press - ottobre 2008
www.goldenpress.it
info@goldenpress.it

Via Polleri 3 - 16125 Genova

 

Pensiero critico di Alessandro Mancuso

Cinque quadretti essenziali, di grande pulizia espressiva, da centellinare verso per verso, nella quiete dell'osservazione, nella lentezza delle loro molteplici risultanti poetiche. Il canto di Piero Simoni è pittorico e interiore insieme; le cose si raccontano da sé, in tocchi lievissimi ed estremamente efficaci, quasi didascalie artistiche per un percorso affettuoso della vista, delle immagini da toccare con lo spirito, dalle quali lasciarsi trasportare verso il panorama dei propri ricordi.

 

 *  *

il pane caldo del paese al mattino
nel tratto di strada marginale
mentre torno a casa dal forno
gli alberi del giardino pubblico da un lato
i muri antichi all'interno
(lontano dal computer cittadino)
in un silenzio totale
in una purezza irreale

 

 *  *

i caseggiati del paese storico
così diversi fra loro
i più non allineati
nelle vie piccole e tortuose
così in armonia
con le spigolature e le altezze
con le luci e le ombre
senza possibilità di accesso
ai mostri delle automobili

 

 *  *

per lavoro ero marittimo
sbattuto qua e là giovanissimo
fra motori oleosi e fragorosi
ed un giorno in mare aperto
risalendo dalla sala macchine
sentii forte l'odore della pioggia
e senza oppormi ad essa
mi ritrovai

 

 *  *

le ombre dei cipressi
al mattino del paese
disegnano sull'asfalto la loro figura

nel tardo pomeriggio

giganteggiano nei campi

 

 *  *

si intrecciano i rami degli alberi del bosco
i colori sempre verdi
i gialli e i marroni stagionali
come due amanti che si amano
nel freddo e nel cielo di dicembre

 


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Adige Panorama n. 28, giugno 1977

 

poesia segnalata al Premio Silarius
 

 

 

 

 

  

 

 

 

 

 

 

 


 

 

 

 

 

Adige Panorama
via Druso 25/b/15 - 39100
Bolzano

 

 

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Adige Panorama n. 27, marzo 1977

 

da "I sassi che raccolgo",  Edinord, III premio "Città di Bolzano 1976" 


Adige Panorama
via Druso 25/b/15 - 39100
Bolzano

 

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Ultimo aggiornamento : 17 dicembre 2014

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